pubblicazione ANCSA

Ferrara – partner del Progetto Europeo Protecht2save, nell’ambito del Programma Interreg Central Europe – è stata scelta come città pilota per l’elaborazione delle misure a protezione dei centri storici dagli effetti dei cambiamenti climatici

Il progetto, coordinato dal Cnr – istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, e realizzato con il supporto tecnico-scientifico dell’Associazione Nazionale centri storico artistici (ANCSA), prende in esame un’area di circa 400 ettari, che comprende il centro storico, “il 28% occupato da edifici, il 24% destinato a verde pubblico e il 25% di aree libere”. Ad effettuare analisi e approfondimenti sul ‘caso studio di Ferrara’ sono stati urbanisti, esperti nel campo del restauro e delle tecnologie dell’architettura in un risultato frutto di competenze trasversali. Lo studio redatto dagli esperti è già stato pubblicato, in un testo di circa cento pagine che sarà presto reso disponibile per gli stakeholder del territorio (ordini professionali, università, vigili del fuoco, protezione civile, aziende, partecipate). 

L’attenzione di professionisti ed esperti si è concentrata su Ferrara per il suo patrimonio e per le sue caratteristiche peculiari – spiega l’assessore Alessandro Balboni –. Il lavoro messo in campo, oltre a dimostrare la vocazione internazionale della nostra città, può oggi essere utile non solo a livello locale, ma anche a livello globale come riferimento per politiche e scelte riguardanti il profilo urbanistico e di sviluppo delle città. Scelte che, come ho più volte sottolineato, dovranno tenere sempre più conto dei cambiamenti climatici, mettendo in campo, soprattutto, sensibilità e attenzione sui temi della tutela del verde, aree fondamentali – come emerge anche dallo studio – come ‘polmoni cittadini’, utili anche a mitigare gli effetti dell’innalzamento di temperature e per drenare l’acqua“.

Il libro che nasce dal lavoro dei tecnici – dal titolo Centri storici e adattamento ai cambiamenti climatici – Linee guida del caso studio di Ferrara – contiene foto e analisi del cuore della città estense, con suggerimenti e azioni adottate per la “mitigazione all’adattamento, in particolare, alle forti piogge e alle isole di calore urbano”, ritenuti “ripercussioni di fenomeni conseguenti ai cambiamenti climatici”, che hanno inevitabili “impatti sul patrimonio storico e culturale”.
Da qui una serie di linee guida urbanistico-architettoniche: lo sviluppo delle “reti e infrastrutture verdi” è indicato tra le strategie utili a ‘trattenere maggiori quantità di acqua piovana’, ma anche come “moderatore microclimatico”. La cintura verde delle mura è indicata, in particolare, come fascia che “contribuisce a garantire la continuità tra gli ecosistemi naturali, antropici e agricoli della città, creando anche dei ‘canali di ventilazione’ e gli interventi di trasformazione urbana lungo l’area della Darsena “possono costituire un’occasione – scrivono i tecnici – per implementare il sistema di connessione ecologica urbana attraverso l’impiego di soluzioni tecnologiche avanzate”.