Guardia di Finanza Compagnia di Ferrara

Sanzione amministrativa per coloro che, in modo illecito, hanno richiesto e ottenuto il beneficio in parola senza averne i requisiti

Nell’ambito delle attività ispettive finalizzate a contrastare i comportamenti illeciti e le frodi perpetrate a danno della spesa pubblica, con particolare riguardo alle misure di sostegno destinate alle fasce più deboli e bisognose della popolazione colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19, la Guardia di Finanza di Ferrara ha scoperto ulteriori casi di indebite percezioni pubbliche per oltre 12.000 euro.

I finanzieri della Compagnia di Ferrara, dopo aver esaminato decine di posizioni tra i beneficiari del cosiddetto “bonus locazioni”, stanziato dalla Regione Emilia-Romagna con delibera del giugno del 2020, hanno scovato 12 nuclei familiari, che nelle domande presentate all’ACER – Azienda Casa Emilia Romagna – di Ferrara, hanno attestato falsamente dati e notizie sulle loro condizioni reddituali, ricevendo illegittimamente sussidi per oltre 12.000 euro.

Ai cittadini che hanno richiesto in modo illecito e ottenuto il beneficio in parola senza averne i requisiti, in quanto già percettori del Reddito di Cittadinanza, è stata contestata una sanzione amministrativa, che va da un minimo di 5.164 euro ed un massimo di 25.822 euro.

Gli stessi saranno inoltre costretti a restituire l’importo del bonus percepito ai rispettivi Comuni di residenza ai quali sono stati già segnalati i loro nominativi.

Dall’inizio dell’anno sono 17 i nuclei familiari individuati che hanno illecitamente percepito contributi sui canoni di locazione, per oltre 20.000 euro.

A Ferrara, l’ACER ha stanziato, nei primi due mesi del 2021, circa 83.000 euro per aiutare diversi nuclei familiari in difficoltà economica a causa della pandemia in atto che hanno presentato istanza di contributo per far fronte al pagamento dei canoni d’affitto.

E’ sempre massima l’attenzione della Guardia di Finanza sugli illeciti in materia di spesa pubblica e ancora di più lo è nell’attuale situazione di crisi economica connessa all’emergenza sanitaria, in cui è fondamentale che le risorse pubbliche finalizzate al sostegno delle imprese e al rilancio dell’economia vadano effettivamente a chi ne è legittimato.