Sequestrata dalla Guardia di Finanza di Cento un’area turistica di circa 15.000 mq

Un soggetto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di invasione di terreni e

acque appartenenti al demanio pubblico poiché occupava un terreno demaniale e

l’annesso approdo sul fiume Po senza essere in possesso delle prescritte concessioni

per svolgere attività turistico ricreative.

La persona denunciata aveva edificato su detto terreno un locale adibito a bar con

annessa area di somministrazione di cibo e bevande, quattro bungalow per la ricezione di

ospiti e una struttura adibita a reception e ufficio. Inoltre, sulla riva del Po aveva installato

una piattaforma per l’approdo di natanti.

Le attività sono scaturite da una richiesta di collaborazione per la gestione di alcune

situazioni abusive relative al demanio della navigazione interna in territorio regionale

emiliano, avanzata dalla Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPO).

Le indagini conseguenti hanno permesso di appurare, oltre alla mancanza di

concessione per l’approdo nelle acque del fiume Po, anche la revoca di analoga

concessione per l’uso e lo sfruttamento dell’area demaniale interna all’approdo da parte

del Consorzio di Bonifica di Burana, su cui erano appunto presenti le citate strutture.

L’intervento dei militari della Tenenza di Cento ha permesso quindi di porre fine a tale

occupazione abusiva e, di conseguenza, di porre sotto sequestro l’area demaniale di

competenza del Consorzio di Bonifica, l’approdo di pertinenza dell’AIPO, nonché i locali

commerciali.

Oltre alla denuncia penale la parte è stata sanzionata amministrativamente per l’utilizzo

delle aree del demanio idrico senza concessioni.