Residence Regina Mare, sentenza di appello sull’accusa di abuso edilizio

“L’immobiliare Medusa, società del noto gruppo imprenditoriale Tomasi case, è stata assolta con formula piena dalla corte di Appello di Bologna, che ha riformato l’impugnata sentenza di primo grado del Tribunale di Ferrara, assolvendo gli imputati perché il fatto non costituisce reato”, spiega la società in una nota. Il Tribunale “ha quindi  revocato il sequestro preventivo disposto dal tribunale di Ferrara in data 28/2/2017, con provvedimento immediatamente esecutivo. E’ una sentenza che l’Immobiliare Medusa si aspettava. In punto di diritto è sempre stato evidente che il fatto di abuso edilizio non sussiste”. 

Continua la comunicazione: “il Giudice bolognese è stato encomiabile e non ha utilizzato mezzi termini, emettendo una sentenza di assoluzione con formula piena: nella piena consapevolezza, quindi, che l’innocenza è sicura e certa. Il Regina mare è uno splendido compendio immobiliare di 326 villette costruito da oltre 10  anni alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti e nella piena regolarità dell’iter amministrativo e degli atti amministrativi concernenti il PUE Regina Mare. Con il processo che la Società immobiliare ha subito, si è fatto passare come un mostro edilizio quello che è invece una delle perle dei 7 lidi ( a Lido di Pomposa, ndr) ‘Regina del mare’ di nome e di fatto”.

Il Gruppo rileva inoltre: “un dato è certo: è stata colpita una delle società del gruppo imprenditoriale della zona tra i più affermati, più prestigiosi e che, grazie alle proprie forze, ha saputo resistere agli anni della gravissima crisi mondiale iniziata nel 2008 come pochi altri avrebbero saputo fare, nonostante i danni incommensurabili subiti da questa vicenda”. “Non da ultimo – evidenzia la società – il gruppo Tomasi case è negli ultimi anni particolarmente sensibile alle bellezze paesaggistiche di questo territorio. Infatti, sta prodigandosi con tutte le proprie forze per creare servizi e prodotti turistici in sintonia con le più moderne esigenze ricettive e nella piena tutela dell’interesse pubblico allo sviluppo sostenibile e turistico e del relativo indotto”. Assolti perché il fatto non costituisce reato dunque, il rappresentante legale della società committente dei lavori, il progettista del residence, un dirigente del Comune di Comacchio.