Dal 22 settembre nel Salone del Plebiscito del palazzo Municipale la mostra su un autore “ignoto e dannato”

Le tracce del ‘Dante ferrarese’ sono al centro della donazione dello storico dell’arte Lucio Scardino al Comune di Ferrara. Scardino ha donato due opere di ispirazione dantesca e un volume storico della Divina Commedia che entreranno a far parte delle raccolte museali cittadine e della Biblioteca delle Gallerie d’arte moderna e contemporanea, come deliberato nella seduta di ieri dalla giunta. Si tratta di un disegno a matita su carta di Pier Augusto Tagliaferri, dal titolo ‘Dante e Virgilio tra i dannati’ e un testo della Divina Commedia del 1908 illustrato e ‘volgarizzato’ per l’editore Nerbini da un autore ferrarese apprezzato anche all’estero ma la cui storia e il suo percorso (spezzato da una morte prematura) sono ancora circondati da molti elementi di mistero, Manfredo Manfredini.

Proprio a questo riguardo il professor Scardino, in un percorso di ricerca, studio e divulgazione dell’opera e della vita di questo artista ferrarese, gli dedicherà un catalogo e una mostra aperta nel Salone del Plebiscito del palazzo Municipale, dal 22 settembre di quest’anno.

Completa il quadro delle donazioni di Scardino – del valore stimato di circa 2.300 euro – una serigrafia di Michele Sposito dal titolo Caduta di Fetonte, mito più volte ricordato da Dante
Ho ritenuto di donare la Divina Commedia a firma di Manfredo Manfredini al Comune trattandosi di un libro d’artista – spiega Scardino –. Manfredini ha illustrato parte della Divina Commedia prima della morte, avvenuta prematuramente e in circostanze drammatiche, nel 1907 e ne ha riassunto, in prosa, tutti i canti”, spiega lo storico dell’arte. “La ricerca su questo autore affascinante e dannato prosegue“. “Il disegno di Tagliaferri (che pure ha una storia drammaticamente e precocemente interrotta, come avvenne nel caso di Manfredini) ha i segni grafici che lo avvicinano al modulo espressivo dello stesso Manfredini. L’originale che ora è nella disponibilità del Comune molto gli si avvicina e si inserisce, in egual modo, in un analogo contesto onirico e decadente. Ricordo inoltre che Tagliaferri, nato a Porotto nel 1872 e morto suicida nel 1909, ha anche affrescato Dante nel palazzo di Renata di Francia, nel rettorato dell’università. La serigrafia di Sposito si rifà al mito antico di Fetonte sulla nascita del Po, più volte richiamato da Dante. Anche questa opera è pienamente coerente con il gusto immaginifico legato a questo tipo di iconografia ferrarese“.

Con questo lavoro ci candidiamo non solo a riscoprire un autore ferrarese molto interessante, ma anche a rilanciare il protagonismo di Ferrara nell’ambito delle celebrazioni dantesche – dice l’assessore Marco Gulinelli, che in giunta ha presentato la delibera di acquisizione delle opere –. Grazie al professor Scardino per l’importante contributo che sta dando per la riscoperta del mito di Dante a Ferrara tra ‘800 e ‘900“.