L’autore: “è il simbolo di una reazione per non lasciarci travolgere da questi tempi

Un toro gigante, in bronzo, davanti alla fiera? E’ il simbolo di una reazione, nata spontaneamente, per non lasciarci travolgere da questi tempi. La determinazione che incarnano questi tori deve essere la nostra determinazione nel credere nelle opportunità che la storia e la cultura del nostro Paese ci hanno messo a disposizione. Ed è questo un invito a investire nella valorizzazione del patrimonio di un Paese meraviglioso come Italia. Dobbiamo essere capaci di volerci bene“. Parola di Mario Pavesi – allievo di Henry Moore che ha condiviso anni a fianco di Antonio Ligabue – e firma di “Possanza”: la nuova opera – di 10 quintali per 4 metri e mezzo di lunghezza e valore assicurativo stimato in 170mila euro – che da oggi potrà essere ammirata al parco delle sculture. Parco nato da un’idea di Vittorio Sgarbi, davanti alla Fiera di Ferrara. E proprio l’autore, con Sgarbi erano presenti all’inaugurazione della nuova installazione, ieri, venerdì 25 giugno, con il vicesindaco Nicola Lodi, l’assessore Marco Gulinelli, il presidente della fiera Andrea Moretti, il questore Cesare Capocasa, il direttore di Ferrara Arte Pietro di Natale.

Il taglio del nastro

L’opera ‘Possanza’ resterà in prestito (a titolo gratuito) fino a settembre 2022. Si trova di fianco a un’altra maxi-opera, la Maestà sofferente di Gaetano Pesce, inaugurata l’8 marzo in occasione della Festa della Donna. Poco più in là, al padiglione 6, è invece attivo da alcuni mesi il centro vaccinale per le somministrazioni anti-Covid.

Questo spazio di fronte alla fiera, anche grazie alla gentilezza di Mario Pavesi, potrà diventare un luogo di attrazione e godere di una nuova vita. Stiamo assistendo al percorso di rinascita di questo luogo“, ha esordito il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, rivelando la sua ambizione di voler ulteriormente arricchire quest’area con “la macchina di Santa Rosa, il baldacchino trionfale di oltre 30 metri di altezza che innalza al di sopra dei tetti di Viterbo la statua di Santa Rosa, patrona della città. “E’ un’opera straordinaria, un richiamo alla poesia e alla religione. Una meravigliosa macchina gotica, sostituita ogni cinque anni. L’ultima ‘scadrà’ a breve, potremmo quindi ospitarla qui. Coltivando ottimi rapporti con Viterbo, potrebbe diventare un nuovo riferimento in questo parco, al pari della Maestà Sofferente“. Si sta inoltre sondando – ha spiegato Sgarbi – la possibilità di poter avere anche un’opera del compianto Arturo Di Modica, firma del celeberrimo toro di Wall Street.

L’8 marzo – con l’esposizione della Maestà Sofferente di Pesce – è iniziata una bella avventura e oggi celebriamo un’altra tappa di un percorso che trasformerà questi spazi in parco dell’arte. È una bella opportunità per la fiera, per la città e per valorizzare il nostro straordinario patrimonio artistico“, ha detto Moretti.

Il taglio del nastro