La Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia
La Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia

La Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia ha una nuova collocazione nell’ex sagrestia della chiesa di San Romano

La Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia, lo scultore che ispirò Michelangelo, al termine di un percorso ventennale trova una nuova collocazione nell’ex sagrestia della chiesa di San Romano, a Ferrara, e inaugura la riapertura del Museo della Cattedrale, da lunedì 8 febbraio (orari 9,30-13 e 15-18, da lunedì a venerdì). Ieri mattina alla presentazione della nuova sede della preziosa opera, ritenuto uno dei capolavori della storia dell’arte europea, erano presenti istituzioni civili e religiose, cittadine e regionali. E anche il neopresidente del Teatro Comunale Michele Placido, con il direttore Moni Ovadia hanno partecipato all’evento.

La presentazione della nuova sede dell’opera

Nel lavorare a questo progetto ci siamo sentiti nella cura e nell’emozione degli antichi manovali che nel 1403 trasportarono il blocco di marmo da 14 quintali dalle cave di Carrara fino al territorio ferrarese“, ha rivelato il curatore Giovanni Sassu, rivelando che tra pochi giorni arriverà nell’ex sagrestia anche la tela del Cavalier d’Arpino, che farà di quel luogo uno spazio mariano, dove è già ora presente anche il mosaico della testa della Vergine, opera di un anonimo maestro veneto-bizantino del 1135.
Il nuovo allestimento, ha detto l’arcivescovo monsignor Gian Carlo Perego, è “un tassello importante per valorizzare il patrimonio straordinario della città e della chiesa di Ferrara“. Perego ha ricordato come la Madonna della Melagrana, ricordata nel cuore dei ferraresi anche come Madonna del Pane (il rotolo biblico che il Bambino stringe nella manina richiama la tipica forma del pane ferrarese), sia una “maternità che ci ricorda il valore della tutela della vita“, a pochi giorni dalla ricorrenza della giornata dedicata proprio alla vita. Con Perego monsignor Ivano Casaroli, presidente del Capitolo della Cattedrale, ha rimarcato come “non ci sia presente fruttuoso senza memoria“. “Indagare le opere del nostro museo – ha evidenziato – vuol dire esplorare la storia della Cattedrale dalla sua fondazione, nel 1135 sino agli ultimi interventi nel corso del 1900“.

L’opera di Jacopo della Quercia è una scultura viva – ha spiegato il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi –. Questa Madonna accoglie i visitatori come la Madre, unisce ai valori religiosi una straordinaria dimensione umana“. Sgarbi ha posto l’attenzione anche sui riflessi dorati visibili nei capelli della Madonna col Bambino, emersi a seguito degli ultimi restauri. L’assessore regionale Mauro Felicori ha invece posto l’accento sul valore delle riaperture: “Lunedì riapre questo museo. Si apre uno spiraglio, almeno nelle zone gialle e nei giorni feriali, dopo un anno infausto. Una notizia che accogliamo con gioia, passione, lavoro sapendo che deve essere solo l’inizio. I musei non sono un pericolo“.
Il vicesindaco Nicola Lodi ha sottolineato l'”impegno costante” dell’Amministrazione per tutti gli aspetti della vita della nostra splendida Ferrara“, ricordando che i “lavori sono stati finanziati dal servizio beni monumentali del Comune, beneficiando di un contributo della Regione Emilia-Romagna“.
Quello dei lavori pubblici è un settore che ha anche un’impronta culturale e filologica, come qui è ben evidente“, ha sottolineato l’assessore Andrea Maggi, presente, insieme a Lodi, con lo staff comunale (tra cui le dirigenti Natascia Frasson ed Ethel Guidi) ricordando che “Il melograno è il frutto della rinascita. Da qui l’auspicio che da questa immagine possa iniziare una rinascita per Ferrara“.