opera mostra Antonio Ligabue

L’esposizione fino al 5 aprile 2021

Dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria in corso, da oggi, lunedì 1° febbraio 2021, riaprono le porte di Palazzo dei Diamanti che, fino al 5 aprile 2021, ospita nelle sue stanze la mostra che, attraverso oltre cento opere, ripercorre l’intera parabola artistica di Antonio Ligabue, uno degli artisti più originali del Novecento.

L’ingresso alla mostra avverrà attraverso l’adozione di tutte le misure di sicurezza sanitaria e l’applicazione di protocolli rigorosi. L’accesso sarà comunque contingentato.

I visitatori che hanno acquistato il biglietto in prevendita avranno la precedenza; a tal proposito si consiglia al pubblico l’utilizzo del servizio di biglietteria online per l’acquisto di biglietti per una data rientrante nelle due settimane successive.

Riapertura dei musei a Ferrara

L’assessore alla cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli ha annunciato che entro il 12 febbraio tutti i musei, a Ferrara, torneranno aperti, con chiusure nei fine settimana come prevedono le disposizioni.
Da lunedì 8 febbraio è previsto il nuovo allestimento del museo della Cattedrale, con la ricollocazione della celebre Madonna della Melagrana. Al Castello estense mercoledì 10 febbraio (in orario continuato 10-18) inaugurerà al pubblico la nuova mostra di Giovanni Boldini, allestita nella Sala dei Comuni.
Sempre al Castello sono in corso le operazioni di allestimento di una nuova rassegna, dedicata a Giovanni Battista Crema, di prossima apertura. Lunedì 8 febbraio sarà inoltre la volta della riapertura del Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia. Nella stessa data torneranno visitabili anche il Civico Lapidario, la Casa dell’Ariosto e Palazzina Marfisa d’Este. Anche la chiesa di San Cristoforo alla Certosa (fino ad oggi rimasta aperta solo per esigenze spirituali) tornerà ad essere a disposizione del pubblico.
Al Padiglione di Arte contemporanea, da giovedì 11 febbraio (orario 11-17,30) si potrà godere delle opere del celebre storico della fotografia italiana e fotografo Italo Zannier.

La mostra a Palazzo Diamanti

Palazzo dei Diamanti celebra, con una retrospettiva antologica, la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue. La vita di Ligabue, uno degli artisti più originali del Novecento, è un vero e proprio romanzo.

Un’esistenza dominata da povertà, solitudine, emarginazione, riscattata da uno sconfinato amore per la pittura. Nato nel 1899 a Zurigo, dopo un’infanzia e un’adolescenza difficili, viene espulso dalla Svizzera e giunge nel 1919 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo. Nella cittadina della Bassa padana la sua vita resta durissima, segnata da ostilità, incomprensioni e ricoveri negli ospedali psichiatrici. Nel 1928 incontra l’artista Renato Marino Mazzacurati, che, riconoscendo il suo naturale talento, lo aiuta materialmente e lo incoraggia a praticare il mestiere.

Geniale e visionario, “Toni al mat” – il matto, così veniva chiamato – trova nella pratica artistica quel “luogo sicuro” che non ha mai avuto, uno spazio, fisico e mentale, per trasformare le difficoltà in opportunità e per dar voce ai suoi pensieri. Lo sottolinea Vittorio Sgarbi – curatore della mostra assieme a Marzio Dall’Acqua – secondo il quale: «È l’arte, come era avvenuto per Van Gogh, a concedere il riscatto di una condizione che lo spietato pragmatismo della società borghese continuava a ritenere una malattia da rigettare in toto».
La consacrazione del pittore a livello nazionale arriverà nel 1961 quando, grazie a Mazzacurati e a Giancarlo Vigorelli, ha la possibilità di esporre alcuni suoi dipinti alla Galleria La Barcaccia di Roma. Dopo questa personale, susciterà sempre più l’ammirazione di collezionisti, critici e storici dell’arte, entrando nel novero dei grandi artisti italiani del Novecento.

La retrospettiva di Palazzo dei Diamanti documenta l’intera carriera di Ligabue e offre l’opportunità di (ri)scoprire tratti e colori di un artista che resiste a etichette e a categorie troppo rigide per esprimere, come pochi, la forza naturale e istintiva del suo furore creativo.

Il suo fantastico e coinvolgente vocabolario figurativo si svelerà attraverso 100 opere, tra dipinti, sculture e disegni, alcune mai esposte sinora: dai celebri e intensi autoritratti, in cui Ligabue annota i tratti essenziali della propria personalità, alle scene ambientate in Svizzera, nostalgiche memorie dell’infanzia; dai ritratti alle nature morte, dai paesaggi agresti, alle scene di caccia e alle tormente di neve; dagli animali domestici del primo periodo, alle tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza: una vera e propria dagli animali giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.

La mostra è dedicata a Franco Maria Ricci, recentemente scomparso. Intellettuale di straordinaria sensibilità e intelligenza, editore colto e raffinato, grande collezionista d’arte e bibliofilo, ha sempre operato per divulgare la bellezza e la conoscenza del patrimonio culturale, contribuendo, tra l’altro, a promuovere e far conoscere l’arte di Ligabue.