Adelchi Riccardo Mantovani, Notturno padano, 1994

Da venerdì 3 luglio e fino a sabato 26 settembre 2020 negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea-Pac in corso Porta Mare 5 a Ferrara

“Pittori fantastici nella Valle del Po” è il titolo della mostra presentata ieri, giovedì 2 luglio 2020, negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea-Pac (corso Porta Mare 5 a Ferrara) e visitabile da venerdì 3 luglio fino a sabato 26 settembre 2020, con apertura dal martedì alla domenica, con orari 10-13 e 16-19.30. Gli ingressi sono consentiti per un massimo di 18 persone ogni 30 minuti, necessaria dunque la prenotazione.
In mostra ci sono opere d’arte contemporanea nella loro dimensione padana con un percorso legato alla realtà trasfigurata e restituita in una forma sognante, che dà concretezza al concetto di Padanìa, termine coniato da Roberto Longhi per esprimere un concetto di luogo e di sentire legato alla fantasia, alla capacità di dare forma a quello che io chiamo surrealismo padano“. Così il presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi ha sintetizzato il tema della rassegna, che mette insieme le opere pittoriche e una scultorea di 42 artisti viventi. Gli artisti sono stati selezionati dal curatore Camillo Langone coadiuvato per la parte più ferrrarese dal critico d’arte Lucio Scardino spaziando attraverso i paesaggi pianeggianti e non attraverso i quali scorre il fiume Po.

La rassegna – ha fatto notare l’assessore alla cultura Marco Gulinelli – va a toccare una certa iconografia culturale, che esce dalle Mura per aprirsi alla bellezza del Grande Fiume e si conclude con un particolare documento filmico realizzato da Giuseppe Sgarbi, che è anche un omaggio alla poesia dell’acqua e dei suoi scenari e prelude alla volontà di proseguire su questa strada per dare spazio all’immaginario creativo stimolato da queste visioni paesaggistiche, in questa rassegna di stampo prettamente pittorico, ma a cui verrà dato anche un seguito spaziando in ambito fotografico, filmico e letterario“.

“Pittori fantastici nella Valle del Po” è molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana, ossia l’arte prodotta oggi nella Valle del Po (definizione geografica e poetica, alla maniera di Mario Soldati, la più funzionale per dire l’intero bacino dal Monviso al Delta, non tutto Pianura Padana visto il montagnoso tratto iniziale).

Potrebbe sembrare un epilogo – precisa l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli – ma non lo è, anzi ‘Pittori fantastici nella valle del Po’ è una mostra che presenta motivi di richiamo diversi e di diversa specie: oltre la grafica, oltre la pittura, attraversando la storia del cinema (Rossellini, Antonioni, Vancini), la letteratura (Bacchelli, Zavattini, Soldati), la fotografia (Ghirri, Zanier, Strand)”.

Wainer Vaccari, Dove l’acqua è dolce, 2020

Al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara confluiscono, così, quarantuno pittori, più uno scultore, tutti nati o residenti in prossimità del più lungo fiume d’Italia. Tutte le opere esposte sono legate al territorio: alcune erano già esistenti, altre sono state realizzate appositamente per ricreare il nesso umanistico, e dunque umano, fra luoghi e collezionismo. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio e dell’Ariosto o della vita moderna vengono celebrati pittoricamente.

“È indubbio vi sia una matrice linguistica che accompagna l’allestimento curato da Camillo Langone – prosegue l’assessore Gulinelli –, questa va cercata in quell’area geografica che porta a termine un grande affresco: ‘il Po e il suo Delta’. Una mostra che parla di umanità, di storia di uomini e di uomini nelle cose. Un evento espositivo che sottolinea l’importanza assoluta dello spazio culturale di un territorio geografico chiamato Padanìa“.
“Pittori fantastici nella Valle del Po” riporta, quindi, Ferrara al centro della produzione artistica, proponendosi di riattivare il tradizionale policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano (quando sappiamo che l’arte italiana deve moltissimo a città medie o piccole quali, oltre a Ferrara, Mantova, Parma, Brescia, Cremona). Suscitando attenzione e amore per la pianura dove il Po discende.

Valentina D’Amaro, Senza titolo, 2010

Questi gli artisti in mostra: 108 (Guido Bisagni), Nicola Biondani, Aurelio Bulzatti, Marcello Carrà, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Cuoghi Corsello, Vanni Cuoghi, Valentina D’Amaro, Gianluca Di Pasquale, Tamara Ferioli, Letizia Fornasieri, Moira Franco, Giovanni Frangi, Annalisa Fulvi, Massimiliano Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Gianfranco Goberti, Gabriele Grones, Ester Grossi, Giuliano Guatta, Federico Guida, Adelchi Riccardo Mantovani, Marco Mazzoni, Enrico Minguzzi, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nahmad, Nicola Nannini, Nunzio Paci, Sergio Padovani, Carlo Alberto Rastelli, Enrico Robusti, Nicola Samorì, Marta Sesana, Riccardo Taiana, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Daniele Vezzani, Sergio Zanni, Luca Zarattini.
Per info: [email protected], prenotazioni sulla pagina web https://prenotazionemusei.comune.fe.it/.