Un nuovo tassello per controllare i terreni di forestazione e impattare sulla qualità dell’aria

Il sistema di monitoraggio dello stato idrico del terreno sul territorio comunale pubblico di Ferrara è stato implementato con l’installazione di nuovi sensori e di un modem per la rilevazione dei dati ambientali da remoto, collocati in un’area di forestazione rappresentativa delle nuove piantumazioni. L’iniziativa rientra nel più ampio contesto del progetto Air Break. Il programma di monitoraggio dello stato idrico è stato così recentemente potenziato portando a 9 i sensori in funzione e inserendo un dispositivo di controllo a distanza grazie con un investimento complessivo di circa 5.500 euro.

Per affrontare efficacemente la crisi idrica è infatti necessaria la raccolta e l’elaborazione di una serie di dati ambientali. È questa la finalità del sistema di sensori installato nel sottosuolo dalla docente del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara Claudia Cherubini a giugno 2022 e recentemente integrato ad ottobre 2022 da 3 sensori aggiuntivi posti a profondità maggiore e un Modem GPRS con software per trasmissione e gestione dati da remoto.

Il monitoraggio appena avviato ha lo scopo di analizzare varie condizioni ambientali, tra cui il tenore di umidità e la temperatura del terreno e la sua conducibilità elettrica. Tutto questo sarà finalizzato a monitorare una serie di informazioni relative al mantenimento della capacità di campo dei terreni (ossia il grado di umidità ottimale per le colture) e al processo di percolazione dell’acqua piovana nelle falde. La raccolta di un database di almeno un anno idrologico, integrato da serie cronologiche di ulteriori dati idrologici e idrogeologici sarà finalizzata a formulare un modello matematico per descrivere la ricarica naturale dell’acquifero (falda), con particolare attenzione alla risposta dello stesso a seguito di eventi meteorici intensi. I cambiamenti climatici in atto comportano- tra le altre cose- un’erraticità del regime di precipitazioni – spiega la docente.

Oltre al deflusso a mare di acqua dolce, che non riesce a ricaricare gli acquiferi, questi eventi meteorici -se non contrastati – possono portare ad inondazioni, esondazioni, alluvioni, fenomeni di dissesto idrogeologico. Rendere i contesti rurali (ma soprattutto quelli urbani) più ‘assorbenti’, seguendo il concetto di Sponge City ossia Città Spugna, rappresenta la soluzione; in tale contesto, lo studio sperimentale è finalizzato a sviluppare sistemi per prevenire situazioni critiche sotto il profilo idrico.

La docente Claudia Cherubini che per diversi anni ha insegnato presso prestigiose università straniere, si è avvalsa dell’aiuto qualificato dei suoi più stretti collaboratori Sathish Sadhasivham e Nandini Viswa, idrogeologi di esperienza decennale i quali, prima di prendere servizio presso l’Università di Ferrara, erano ricercatori rispettivamente presso l’UAE National Water Centre, e il Christcollege a Kerala, India.

Questo è un importante tassello del progetto Air-Break – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Balboni – un progetto europeo che mette in campo delle azioni innovative e sperimentali per un impatto positivo sulla qualità dell’aria di Ferrara. L’ondata di siccità che prosegue dall’inizio dell’anno non si poteva evitare, ma una visione a lungo termine, consapevole dell’aggravarsi delle condizioni climatiche, ci impone di studiare strategie e stanziare fondi per sviluppare contromisure efficaci e sostenibili. Questo è lo scopo delle nostre rilevazioni: riuscire ad avere un quadro dettagliato del delicato aspetto idrico del nostro territorio, introducendo strumenti e sistemi innovativi per migliorarne le condizioni, come è stato fatto per i vassoi israeliani condensa-rugiada Tal-Ya“.

La generale diminuzione della disponibilità di acqua a causa dei cambiamenti climatici, come abbiamo tristemente sperimentato quest’anno – spiega l’ingegnere Claudia Cherubini dell’Università di Ferrara – è un problema che va contrastato con nuove visioni atte a rendere resiliente sia l’ambito urbano che quello rurale. È richiesto un cambio di paradigma sostanziale in tutti i settori, dall’agricoltura all’industria, si renderà necessario rivedere il sistema di gestione delle acque nei bacini idrografici, cercando di diminuire il deflusso delle acque piovane verso il mare. Gli strumenti principali di cui disponiamo sono gli interventi di rinaturalizzazione, i quali favoriscono il drenaggio sotterraneo delle acque, limitando gli effetti delle ‘bombe d’acqua’, sempre più frequenti, che riducono notevolmente la capacità di assorbimento del suolo. Le risorse idriche sotterranee, fondamentali per il territorio poiché non risentono dell’ evaporazione superficiale, voce non trascurabile nei bilanci idrici, si trovano oggi in condizioni di forte depauperamento. l’intensità degli eventi meteorici inducono un maggior deflusso a mare delle acque dolci continentali, a danno dei serbatoi sotterranei“.

Air Break è il progetto del Comune di Ferrara scelto tra i vincitori nell’ambito del programma europeo delle Urban Innovative Actions (UIA), finalizzato a mettere in pratica diverse soluzioni per ridurre l’inquinamento atmosferico del 25% nella città di Ferrara nell’arco di tre anni.