Le Associazioni, gli enti di promozione sportiva, le Federazioni Sportive e del C.I.P (Comitato Italiano Paralimpico), potranno ricevere fino a 5.000 euro a fondo perduto

Anche la ripresa dell’attività sportiva è un segnale di una città che rinasce. Lo sport è salute, benessere e socialità. Eppure resta uno dei settori più penalizzati dall’emergenza e dalle sue conseguenze economiche. Noi vogliamo intervenire anche in questo ambito e dare un aiuto concreto in particolare a chi si occupa di disabilità, anziani e giovani. Per questo stiamo elaborando un bando per distribuire alle realtà sportive contributi a fondo perduto per sostenere la ripartenza post lockdown. Siamo partiti da 60.000 euro, ma con uno sforzo non indifferente, siamo riusciti ad arrivare a 170.000 euro, una cifra importante che andrà a finanziare progetti volti a rendere la pratica sportiva di base il più diffusa e accessibile a tutti, con particolare attenzione ai progetti rivolti ai più giovani, agli anziani ed alle attività tese a favorire azioni di integrazione sociale e di aggregazione tra soggetti disabili e normodotati”.

Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, annuncia l’elaborazione di un bando tramite il quale le Associazioni, gli enti di promozione sportiva, le Federazioni Sportive e del C.I.P (Comitato Italiano Paralimpico), potranno ricevere fino a 5.000 euro a fondo perduto.

Nonostante il difficile periodo “gli interventi statali e regionali appaiono insufficienti e lo sport continua ad essere considerato un fanalino di coda – sottolinea l’assessore comunale allo Sport, Andrea Maggi – e rappresenta il settore  più penalizzato per tutta una serie di evidenti motivi che riguardano i costi organizzativi legati al distanziamento sociale e alla sanificazione”. Ecco che quindi, “come amministrazione particolarmente attenta allo sport di base, abbiamo deciso di intervenire in maniera decisa e importante e anche in questo, come in altri ambiti, siamo stati tra le prime realtà ad agire in questo senso, considerato che al  momento non ci risulta che altri Comuni abbiano adottato provvedimenti analoghi”.

Per l’assessore è evidente che “il lungo periodo di fermo di tutte le attività si è ripercosso in maniera anche drammatica su moltissime strutture del nostro territorio che rischiano addirittura di non avere più le risorse per ripartire”, mentre “è parere anche degli esperti che la lunga quarantena passata, che ha costretto alla inattività migliaia di concittadini, possa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, dato che l’attività fisica regolare, oltre a migliorare il benessere psicofisico e la qualità della vita, riduce i rischi legati all’incidenza di diverse patologie riconducibili ad uno stile di vita sedentario“.