La mobilitazione si terrà domani, giovedì 25 giugno, in almeno 40 città italiane. A Ferrara l’appuntamento è alle 18 in piazza Savonarola

Rifondazione comunista aderisce convintamente alla mobilitazione nazionale “Priorità alla Scuola”, che sarà presente in almeno 40 città italiane, nella giornata di giovedì 25 giugno.

Di seguito il comunicato con cui Stefania Soriani, insegnante, segretaria provincia di Rifondazione Comunista e Sinistra Europea di Ferrara, spiega i motivi della mobilitazione nazionale che si fonda sulla convinzione che la scuola pubblica debba essere una priorità nelle politiche economiche del Paese.

Rivendichiamo la riapertura in sicurezza delle scuole a settembre e rimarchiamo che la Didattica a Distanza non può che essere emergenziale e inidonea a soppiantare totalmente o parzialmente  la Didattica in presenza. La prima, infatti ha evidenziato consistenti limiti in particolare nei confronti dei soggetti più deboli, ovvero coloro che risentono di svantaggi socio-culturali e di apprendimento; e in generale risulta incompleta per tutti gli studenti.

Ricordiamo che la scuola della Costituzione così come recitano gli articoli 33 e 34: è una scuola aperta a tutti, senza alcuna discriminazione e dove l’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita nel garantire il riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi.

Sono assolutamente necessarie risorse straordinarie, assunzioni a tempo indeterminato del personale scolastico sia docente che ATA, investimenti strutturali, personale aggiuntivo, prevenzione sanitaria. Per questo motivo e in questo particolare momento storico, si valutano come intollerabili le recenti decisioni dell’amministrazione locale in merito a tagli di fondi destinati alla manutenzione ordinaria e al riscaldamento scolastico degli edifici.

E’ inaccettabile e del tutto inadeguata la bozza sulle “Le linee guida” proposta dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dove tra le altre è paradossale delegare ai singoli istituti le condizioni di riapertura, in nome di una non ben definita autonomia scolastica, senza l’indicazione di condizioni minime e di risorse aggiuntive disponibili. Non si accenna ad un’organizzazione complessiva della didattica e non si ricordano nidi e servizi educativi per l’infanzia. A tal proposito non riteniamo perseguibile una riduzione del tempo scuola, che si affidi ad un completamento di orario ad esternalizzazioni, bensì sosteniamo da tempo una riduzione del numero di alunni per classe ed un rapido ed efficace piano di edilizia scolastica. Le proposte avanzate sono del tutto insufficienti e non perseguibili: turni, riduzione della didattica in presenza, gruppi misti a livello anagrafico; queste modalità non faranno altro che accentuare le diseguaglianze nell’apprendimento, assente inoltre una specifica sui protocolli sanitari. 

Poi appare irragionevole rovesciare quasi totalmente la responsabilità delle scelte ai singoli presidi, invitati a scegliere arbitrariamente su come ripartire; su di loro infatti ricadranno le decisioni da prendere in merito a: spazi, composizione delle classi, eventuali turnazioni. A fronte di attuali istituti inadeguati ad affrontare la situazione prospettata; quando invece mai come in questo periodo sarebbero indispensabili investimenti straordinari nella Scuola. 

Infine delegare le responsabilità alle scuole porterà ad un incremento delle discrepanze tra i territori più o meno attrezzati: da un lato ci saranno scuole con con maggiori risorse e dall’altro territori più poveri e periferici in prevedibile difficoltà e limitata offerta formativa.

La mobilitazione sarà portata avanti unitariamente da docenti, presidi, famiglie e tutti coloro che credono ancora che la scuola pubblica debba essere una priorità nelle politiche economiche di questo paese: quindi invitiamo tutti a scendere in piazza Savonarola giovedì 25 giugno alle ore 18“.