Cinque mila euro a fondo perduto

Il Comune di Bondeno stanzia cinquemila euro a fondo perduto ai giovani imprenditori che vogliono investire in una propria idea innovativa o in un’attività artigianale tradizionale oggi ‘scomparsa’ dal territorio; altri mille euro andranno alle aziende che insegneranno il mestiere ai tirocinanti. Per iniziativa del sindaco Fabio Bergamini sono stati lanciati due bandi, oggi all’attenzione della giunta. Il fondo – annuncia Bergamini – “sarà rifinanziato per tutti gli anni del mandato amministrativo”. Nel dettaglio: sono previsti cinquemila euro a fondo perduto per sostenere i costi iniziali delle start up innovative e delle attività non più presenti nel territorio, che si intende ripristinare. Si tratta degli antichi mestieri artigiani che rischiano di scomparire dalla mappa delle attività insediate a Bondeno. Eccone alcune tra quelle citate nel bando: caseifici, corniciai, restauratori, riparatori di calzature. Da aggiungere i servizi di wedding planner e, per il settore turistico e della promozione del territorio, le attività di: bed and breakfast stagionali, ostelli, affittacamere e noleggio bici e automobili, particolarmenti richiesti nei periodi clou degli eventi territoriali, come le fiere di giugno e ottobre, Bundan ed Eire, il festival di musica irlandese dell’ultima settimana di agosto. “Abbiamo voluto dedicare uno specifico capitolo a questo settore per dare risposte in termini di posti letto e servizi al turismo”, spiega il sindaco. In tutti i casi priorità sarà garantita ai giovani.
L’altro bando finanzierà i tirocini retribuiti, mettendo a disposizione mille euro per chi garantirà un contratto di almeno sei mesi ai ragazzi del territorio.
“Il bando è esclusivo per i residenti a Bondeno e frazioni – precisa Bergamini -.  Da un lato incentiviamo la nascita di nuove attività, dall’altro sosteniamo concretamente la formazione dei nostri giovani nelle aziende del territorio.
Il bando per i tirocini sarà aperto anche alle aziende storiche di Bondeno, per sostenere l’intero ventaglio di necessità lavorative: dal saldatore al giovane architetto, dal carpentiere all’autista di autobus, con un occhio di riguardo per i mestieri artigianali”. “Pensiamo che sia necessario che le istituzioni tornino a credere  e a investire sulla formazione dei nostri ragazzi, non solo nelle scuole ma anche sul campo, cioè direttamente sul posto di lavoro”.  
“Abbiamo voluto garantire un duplice sostegno alle nostre imprese. Da un lato, infatti, abbiamo avvertito con forza la necessità di finanziare i costi di avviamento e di investimento delle nuove attività. Vogliamo che chi ha un’idea da promuovere nel nostro territorio debba pensare solo a come svilupparla. Il messaggio che vogliamo dare ai nostri ragazzi è: alla burocrazia – e alle sue spese – pensiamo noi, concentratevi sulle vostre iniziative imprenditoriali per svilupparle al meglio. Dall’altro lato riteniamo sia anche necessario sostenere chi, dopo la scuola, vuole imparare un mestiere sul campo e per farlo partecipiamo alle spese di tirocinio”.  “Se è vero che il settore pubblico non può direttamente plasmare il lavoro, è altrettanto vero che può – e deve – aiutare concretamente chi il lavoro lo crea, cioè le nostre imprese – dice il vicesindaco e assessore alle attività produttive Simone Saletti -. Riteniamo inoltre che spesso l’idea più innovativa sia il ritorno alla tradizione e avvertiamo forte l’esigenza di completare l’offerta di attività presenti sul territorio con le antiche botteghe artigiane e con i servizi di una volta, di cui sentiamo la mancanza e avvertiamo la necessità”. “Il duplice bando che abbiamo promosso è inoltre un’iniziativa utile ed efficace a contrastare la desertificazione occupazionale delle piccole realtà, e offre un incoraggiamento, oltre che un segnale di presenza, a chi si approccia in maniera coraggiosa a una nuova attività”.