I dati della Camera di Commercio di Ferrara

Con una comunicazione “Speciale 8 marzo”, la Camera di Commercio fa il punto sull’impresa “in rosa”. E Gisella Ferri presidente Comitato Imprenditoria Femminile Ferrara in una lettera riflette sul settore

Il 33% delle 8.297 imprese femminili, spiega nella nota la Camera di Commercio, si concentra nelle filiere agroalimentari e turistiche, settori che più di altri hanno tratto vantaggio dall’Esposizione universale, contro il 32% dell’intero tessuto imprenditoriale. Più in dettaglio sono 1.123 le imprese a guida femminile che operano nel turismo, soprattutto nell’attività di ristorazione (bar o ristoranti). Mentre delle 1.651 aziende rosa dell’agroalimentare, oltre 9 su 10 riguardano il comparto agricolo.

E’ quanto emerge dai dati al 2015 Movimprese, elaborati dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara.

 

Numeri alla mano, alla fine dello scorso anno, le imprese rosa costituiscono il 22,8% dell’universo imprenditoriale ferrarese, ma è una realtà che sta mostrando di sapersi fare strada rapidamente. All’anagrafe delle imprese, infatti, il 64% delle aziende femminili ha meno di 15 anni e ha conquistato, via via, un peso maggiore sul tessuto produttivo. Le imprese nate dal 2010 in poi, infatti, incidono per quasi il 33% sul totale delle imprese registrate nello stesso periodo, e nel solo 2015 sono state 623, record assoluto della serie storica. L’imprenditoria al femminile, poi, si presenta più cosmopolita. A Ferrara 9 donne alla guida d’impresa su 100 parlano straniero (contro gli 8 del totale imprese). Sono 709 le aziende femminili straniere ferraresi, circa metà delle quali localizzate nel comune capoluogo.

 

Imprese rosa: tre su cinque ha meno di 15 anni

L’imprenditoria femminile ferrarese conta 8.297 imprese. Pesa il 22,8% sull’intero tessuto imprenditoriale (contro il 21,7% a livello nazionale e il 20,3% in regione Emilia-Romagna), ma è una realtà giovane che sta crescendo di peso velocemente. Tre imprese rosa su cinque hanno meno di quindici anni e quasi una su tre meno di cinque. Le aziende guidate da donne iscritte al Registro delle imprese di Ferrara dal 2000 al 2009, e ancora registrate, sono 2.585; incidono per il 22,6% sul totale delle imprese mentre le 2.724 nate negli ultimi 5 anni vedono aumentare al 28,1% il loro peso sul complesso delle aziende loro coetanee.

Il tasso di femminilizzazione, ovvero l’incidenza delle imprenditrici nel tessuto produttivo, raggiunge punte assai più elevate rispetto alla media in alcuni settori specifici come quelli dei servizi alla persona (60,4%), della sanità e dell’assistenza sociale (40,7%), nell’attività turistiche (36,9%), nella voce “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (29,1%), nel commercio (27,9%) e, ancora, nelle filiere agroalimentari.

Tra i comuni della provincia, l’imprenditoria femminile trova la sua massima incidenza a Ro, Jolanda di Savoia, Fiscaglia e Copparo, ma in termini assoluti è nel comune capoluogo di provincia con oltre 3.000 unità che si concentra il maggior numero di imprese femminili.

Nella graduatoria nazionale delle province italiane per tasso di femminilizzazione delle imprese è Benevento a conquistare la posizione più alta del podio (il 30,4% delle imprese sono capitanate da donne), Ferrara risulta 53esima, ma prima in regione, mentre le altre province dell’Emilia-Romagna sono relegate a fine classifica.

Più dei loro colleghi uomini, la stragrande maggioranza delle donne imprenditrici sceglie la forma giuridica individuale che costituisce quasi il 65% delle imprese rosa contro il 60% della base imprenditoriale complessiva. Le forme organizzative più complesse si declinano al femminile con minore enfasi rispetto all’universo complessivo imprenditoriale, solo le società di capitali sono una realtà che pesa il 13,4% sulle imprese rosa (quota aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno), mentre incidono per il 16,9% a livello totale. Peso pressoché analogo a quanto si registra per la totalità delle imprese invece per le società di persone.

Una donna alla guida d’impresa su 10 parla straniero. Le imprese femminili straniere sono 709, la metà localizzate nel comune capoluogo. Se prendiamo in considerazione l’incidenza delle imprese straniere su quelle femminili, oltre al comune capoluogo, Mirabello e Lagosanto presentano i tassi più elevati.

 

Turismo allargato al femminile: 4 aziende su 5 sono bar o ristoranti

Nella filiera turistica “rosa” le donne imprenditrici gestiscono soprattutto bar e ristoranti che costituiscono l’81% del comparto. Numeri alla mano su 1.123 aziende a guida femminile che operano nel turismo ben quattro su cinque si occupano di ristorazione vale a dire 912 imprese (il 36,7% del totale delle aziende del comparto) e di queste oltre la metà sono costituite da bar (514 unità), mentre il 24,2% da ristoranti (221) seguite, per numerosità, dai “take away” (105).

Per numero di imprenditrici il settore che segue più rilevante, è quello relativo alle attività creative, artistiche, sportive e di intrattenimento e divertimento che con 100 imprese rosa pesa per il 9% sul totale della filiera turistica. In questo comparto, che in media evidenzia un tasso di femminilizzazione del 19,3%, si smarcano nettamente le attività di restauro dove due aziende su tre sono guidate dalle donne.

La terza divisione del turismo più popolata è costituita dall’ospitalità che con 70 imprese pesa per il 6,2%. Qui le donne sono al comando soprattutto di alberghi (37 unità) e di strutture extralberghiere con 32 imprese femminili tra affittacamere, case appartamenti, B&B, residence.

Ultimo per numerosità di imprese, in totale 41, ma primo per tasso di femminilizzazione, pari al 48,8% sul complesso delle relative aziende, è invece il comparto dei servizi di intermediazione turistica. Più in particolare l’incidenza delle donne raggiunge punte elevate nei servizi di guide e accompagnatori turistici e nelle agenzie di viaggio.

 

Le donne imprenditrici trionfano nell’agricoltura e nell’alimentare aprono panetterie

Su 8.566 imprese agroalimentari 1.651 sono condotte da donne, ovvero il 19,3%, in aumento rispetto allo scorso anno. Le imprenditrici si dedicano prioritariamente alla coltivazione agricola dove si registrano il 83,2% delle aziende dell’intera filiera al femminile. Tra queste, per numerosità, si distinguono 1.032 imprese dedite alla coltivazione colture non permanenti (748 di cereali), aumentate di 15 unità rispetto allo scorso anno. Ma per incidenza di imprese “rosa” sul tessuto produttivo, l’imprenditoria femminile si fa strada più marcatamente nella coltivazione di riso.

Nel comparto della pesca e della silvicoltura la presenza dell’imprenditoria femminile nel sistema imprenditoriale è marcatamente più bassa rispetto alla media contando 153 imprese su circa 1.600 complessive ovvero poco più del 9%.

Nell’alimentare un’impresa rosa su due è una panetteria. In generale nel comparto si contano 111 imprese capitanate da donne che pesano il 6,7% sull’intera filiera al femminile. Qui l’indice di femminilizzazione pari al 29,4% appare più alto rispetto alla media. Ma non mancano quote ancora più elevate. E’ il caso della produzione di paste alimentari, nella quale l’incidenza delle aziende rosa sul totale supera il 63% (38 su 60). Ma in termini assoluti sono le panetterie a guida femminile a distinguersi nel comparto che con 63 unità costituiscono oltre la metà delle imprese rosa del comparto.

 

Commenta Gisella Ferri: “la fotografia dell’imprenditoria femminile che l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio ci restituisce è quella di una realtà dinamica, fatta di imprese che nascono, crescono, si consolidano nel tempo, entrano a pieno titolo nel sistema economico del territorio. Un quadro che indica comportamenti economici maturi, profili professionali specifici, tutti al femminile. E, in un momento di crisi internazionale del sistema economico, dati come questi ci confortano e ci spingono a fare di più, a fare meglio. Mi rincuora, ad esempio, sapere che il 22,8% delle imprese ferraresi (quota più alta della regione Emilia-Romagna, ma superiore anche al dato medio italiano) sono ‘rosa’. Al 31 dicembre dello scorso anno, 8.297 donne hanno scelto di aprire un’attività propria (15.644, invece, le donne con incarichi di responsabilità in imprese femminili), mettendo in gioco se stesse scommettendo sul proprio talento. Le donne, insomma, non appaiono più come i soggetti deboli ‘da proteggere’, ma sono pronte a guidare la sfida della ripresa, salde al timone dell’impresa come, spesso, a quello della famiglia, con responsabilità e fiducia.

Il quadro di crescita e di sviluppo del tessuto imprenditoriale femminile della nostra provincia non deve distrarci, però, dall’obiettivo principale: quello di creare una cultura del lavoro e un ambiente professionale amico delle donne, attento alle loro esigenze, capace di accogliere e valorizzare le loro capacità. Sono convinta, infatti, che un mercato del lavoro più giusto ed equo – che premi il merito, le idee innovative e sostenibili – sia un mercato aperto ai talenti femminili, alla loro capacità di trasformare quelle idee in imprese vincenti.

Con la Camera di commercio e le associazioni di categoria, però, puntiamo ancora più in alto. Vogliamo ricominciare dalle donne, dare loro la fiducia che meritano, affinché si misurino senza paura con le sfide dell’economia globale, con il rischio dell’impresa, e mettano a frutto le loro abilità di ‘fare rete’. E’ giunto il momento di nuove e più decise accelerazioni per il conseguimento della parità di genere, per il generale progresso di un’educazione al rispetto delle donne come persone nella pienezza della loro autonomia e del loro ruolo.

Ebbene, sono convinta che tante donne ferraresi riusciranno ad affermarsi sempre di più, ad abbattere le barriere, grazie alle loro qualità e alla loro determinazione, alla loro capacità di impegnarsi per raggiungere traguardi importanti. E a queste donne dico: abbiate a cuore Ferrara, siate amiche del vostro territorio, che ha bisogno di voi, oggi come non mai”.