Manifestazioni di interesse per l’affitto/cessione dei rami “ma non c’è ancora il passaggio successivo”

La situazione del Gruppo Trombini spa e del Gruppo Trombini srl è stata al centro di un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, che si è svolto il 4 novembre. Sono state toccate, spiega il Ministero, le problematiche industriali/occupazionali delle società, con stabilimenti produttivi a Frossasco – Torino, Luserna San Giovanni – Torino, Pomposa – Ferrara e Piangipane – Ravenna.  Hanno partecipato: Chiara Cherubini in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico; Alberto Francois, dirigente della Gruppo Trombini srl in concordato preventivo; l’avv. Mauro Cellarosi, consulente legale delle società; Renzo Galeotti, liquidatore giudiziale di Gruppo Trombini spa e Gruppo Trombini Srl in concordato preventivo; Mauro Pensa in rappresentanza della Regione Emilia Romagna; Carlo Chiama  in rappresentanza della Regione Piemonte; l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Ravenna, Massimo Cameliani; una rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali nazionali e territoriali e delle Rappresentanze Sindacali Unitarie di alcuni Stabilimenti del Gruppo Trombini.

Chiara Cherubini ha ricordato gli incontri che si sono già tenuti al ministero, il 9 aprile, 27 maggio e 14 luglio 2014; c’è inoltre un “costante monitoraggio sulla situazione e le problematiche dei vari stabilimenti”. Il liquidatore ha illustrato “l’attuale evoluzione delle consultazioni relativamente alle manifestazioni di interesse (di cui s’è dato atto in sede di richiesta di proroga e attualmente ancora in corso di disamina), finalizzate all’affitto/cessione di rami d’azienda e alla salvaguardia anche parziale della continuità produttiva e dei livelli occupazionali”.

L’azienda, inoltre, “precisa che a tutt’oggi il Ministero del Lavoro non ha ancora emesso i decreti di autorizzazione della proroga semestrale  (dal 24 luglio 2014) ex art. 3 comma 2° L. 223/1991 dell’attuale CIGS relativamente a tutti i dipendenti”, “su domande inviate dalle aziende” il 24 luglio scorso.

Le organizzazioni sindacali, sia nazionali che territoriali, nonché le Rsu di stabilimento, hanno espresso “forte preoccupazione per il mantenimento dei livelli occupazionali”, auspicandi, inoltre, “che le trattative ad oggi in corso riguardo alle manifestazioni di interesse possano avere esito positivo”. Al riguardo, i sindacati ribadiscono “la necessità di un forte impegno anche da parte delle Istituzioni, in quanto la prosecuzione dell’attività industriale del Gruppo Trombini è utile non solo all’azienda e ai lavoratori interessati, ma anche all’intero comparto legno/arredo, con l’auspicio di avviare un ‘tavolo nazionale del settore”. Dal canto loro i rappresentanti di Emilia Romagna e Piemonte, confermando l’impegno delle Regioni “a supportare la ricerca di eventuali investitori mettendo a disposizione tutti gli strumenti di sostegno per le aziende in crisi, nonché per la formazione e riqualificazione del personale”. Massimo Cameliani ha sollecitato “l’azienda e gli enti interessati” ( compreso il Ministero dello Sviluppo Economico) a ricercare e supportare “ogni soluzione tesa a riattivare gli impianti anche mediante riconversione della produzione (in alcuni siti produttivi) sempre nell’ottica di salvaguardare i livelli occupazione”.  Le parti si riuniranno ancora il 18 dicembre prossimo alle 11, sempre al Mise.

 

Le Rsu dello stabilimento Falco di Codigoro, in una nota alla stampa, ha fatto oggi il punto  dopo l’incontro al Ministero dello sviluppo economico del 4 novembre. La situazione continua ad essere incerta.  Il liquidatore Galeotti “ha informato la delegazione trattante che le manifestazioni di interesse  che avevano fatto sì che a luglio 2014 la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria potesse avere una proroga positiva di 6 mesi, non hanno  fatto passi in avanti. In concreto,  spiegano i rappresentanti dei lavoratori, “gli investitori si manifestano ancora interessati ma al momento nessuno di loro è  disposto a fare il passaggio successivo, ovvero mettere  mano al portafoglio e iniziare il percorso per una ripartenza della produzione o una riconversione del sito produttivo. Con queste condizioni  la vicenda è avviata ad un triste epilogo, il licenziamento dei  117 dipendenti Falco (350 dell’intero Gruppo Trombini) e la loro entrata nelle liste di mobilità”.

“Gli stessi dipendenti a questo punto, vista la fase di stallo,  si troveranno di fronte ad  un bivio: o attendere che si concluda naturalmente  la vicenda il 23/01/2015 oppure vista la modifica degli ammortizzatori sociali Monti/Fornero del 2012 sulla mobilità,  decidere di entrare in mobilità prima del 30 dicembre 2014 per non rimetterci mesi di indennità di mobilità, mesi di sostegno al reddito che per le famiglie si traducono in soldi per la sopravvivenza”.  “Volendo invece essere positivi, diciamo che basta veramente poco per far sì che le cose prendano la giusta piega, in effetti basterebbe che, in questi 2 mesi che rimangono una delle manifestazioni di interesse diventi concreta attraverso un’offerta economica vincolante, che chi veramente interessato  deve depositare al giudice delegato del Tribunale di Ravenna.  Nei prossimi giorni/settimane le organizzazioni sindacali, le Rsu e i dipendenti “si attiveranno per sensibilizzare le istituzioni e metterle nelle condizioni di fare tutto quanto in loro potere per uscire da questa fase di  stallo e tentare tutte le strade possibili per non perdere occupazione”.