L’indagine di Confindustria Emilia rivela che chi ha chiesto liquidità ha incontrato ostacoli nell’80%dei casi

L’Osservatorio di Confindustria Emilia (aziende con sede a Ferrara, Bologna e Modena) sul tema delle conseguenze e delle risposte alla pandemia in atto relative ad aprile 2020 (confrontato con il mese precedente) presenta diversi spunti significativi. L’indagine ha ricevuto risposte da 792 aziende associate che rappresentano oltre 47 mila dipendenti e quasi 17 miliardi di fatturato; l’84% delle aziende è manifatturiero e rappresenta il 94% sia di dipendenti sia di fatturato.

Ordini e finanza

Dal punto di vista economico, la congiuntura di aprile rappresenta un’accentuazione della crisi di marzo. Infatti, quasi l’80% delle aziende associate denuncia un calo ordini importante a fronte del 70% di marzo. Dal punto di vista finanziario, la puntualità degli incassi subisce un ulteriore lieve peggioramento con un aumento dal 64% al 67% delle richieste di posticipo dei pagamenti. Le prospettive di mercato sull’anno 2020 rimangono fortemente negative, anche se hanno subito una quantificazione meno negativa in aprile rispetto a marzo. Aumentano infatti le aziende che dichiarano di prevedere una variazione di fatturato annuo non negativa o nella categoria di danno meno elevato, ovvero attorno al 15%. Diminuiscono pur in un quadro di difficoltà, le segnalazioni di ritardi dal lato degli approvvigionamenti che passano dal 66% di marzo al 55% di aprile.

Liquidità sempre difficile da trovare

Dal punto di vista della liquidità, il processo di richiesta delle moratorie bancarie segnala ancora un 11% di casi in attesa di definizione che appaiono comunque troppi, date le norme del DL Curaitalia di marzo che impongono alle banche di accettare le richieste delle Pmi. D’altro canto, il processo di richiesta di nuova liquidità è iniziato solo per quasi un terzo delle imprese associate e nell’ambito di queste ultime ha registrato difficoltà in oltre l’80% dei casi.

Come cambia il lavoro

Con il permanere della grave situazione congiunturale è aumentato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni dal 69% al 79% delle aziende associate. Il fenomeno dello smart working che ha caratterizzato una quota importante di aziende e dipendenti nel corso dei mesi di marzo e aprile, sembra destinato a rientrare in maggio approssimativamente per oltre il 70% dei dipendenti che lo avevano utilizzato nonostante il permanere della chiusura delle scuole connessa per un numero di casi non trascurabile alla scelta dello stesso. Nel frattempo, lo sviluppo epidemico ha subito evidentemente un miglioramento nel nostro territorio e nelle aziende in particolare: la quota di contagi registrati tra i dipendenti delle aziende associate in aprile è stata dell’1,7 x 1.000 contro il 2,3 x 1.000 di marzo. Sul piano della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, si rileva che aumentano in aprile le percentuali di aziende che hanno dotato i propri dipendenti di mascherine, guanti, occhiali, gel, e hanno provveduto all’informazione nonché alla sanificazione periodica degli ambienti, alla misurazione della temperatura, alle turnazioni specie in ambienti chiusi di ritrovo.