Obiettivo è la messa a punto di un piano di rilancio dell’economia ferrarese

Fare sistema: deve essere questa la parola d’ordine per la Fase Due di Ferrara. Dobbiamo unire le forze e trasformare questo momento così difficile in una opportunità per rilanciare la nostra economia: per questo nei prossimi giorni convocherò un tavolo di lavoro con tutti gli attori economici del territorio. L’obiettivo deve essere fare sinergia tra i diversi settori che devono riorganizzarsi in modo uniforme per rispondere alle nuove esigenze che l’emergenza sanitaria ha imposto. Prima della pandemia eravamo pronti ad intraprendere, tutti insieme, la sfida di Ferrara Capitale della Cultura: oggi siamo chiamati ad un compito ancora più importante a cui dobbiamo partecipare uniti. Per la nostra città la Fase Due non deve essere solo un contenere i danni, ma una occasione per valorizzare al massimo il nostro territorio, che è, oltretutto, tra i meno toccati dal virus in tutta la regione“.

Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, annuncia l’avvio di un confronto con i principali attori dell’economia ferrarese, dalla Camera di Commercio alle associazioni di categoria, dalle realtà produttive a quelle culturali e turistiche, per la messa a punto di un piano di rilancio in vista della Fase 2.

Ferrara, per una serie di fattori, tra cui anche le buone pratiche messe in atto per tempo dal Comune, dall’Università e dal sistema sanitario, e grazie anche all’attenzione dei ferraresi per il rispetto delle regole, è stata toccata meno di altre province dalla diffusione del virus, ma ora ci troviamo davanti ad un’altra grande prova: garantire il futuro economico di tutto il territorio – afferma ancora il sindaco –. Sono certo che per la nostra città questa sfida può diventare un’occasione di rilancio, un momento per dimostrare tutta la nostra inventiva e la nostra capacità di fare sistema. Ma per dare una vera possibilità al territorio di ripartire è necessario condividere le idee, uniformare gli interventi e mettere a supporto di ogni settore quelli a lui interrelati“.

La cultura, il turismo, il commercio, insieme al sistema produttivo, all’agricoltura e alla promozione degli eventi, dovranno riorganizzarsi tenendo conto di nuovi parametri che fino ad oggi non esistevano. Questo avrà dei costi e comporterà un impegno in termini di programmazione e progettazione: è quindi necessario che fin da ora tutti i rappresentanti dei settori strategici si siedano ad un tavolo di lavoro che deve avere lo scopo di progettare il futuro di Ferrara dopo il Covid“.

Per Fabbri si tratta di “una necessità, ma anche di una possibilità di crescita che dobbiamo saper co gliere. Dobbiamo saper guardare non solo all’immediato, ma anche al futuro, mettendo Ferrara tra le città che sapranno offrire, fin da subito, un’organizzazione ottimale tenendo insieme sicurezza e valorizzazione delle nostre ricchezze“.