Sdegno delle associazioni per la vicenda che ha visto il vicesindaco rincorrere e offendere un paziente psichiatrico

In qualità di rappresentanti delle persone disabili, sentiamo l’esigenza di esprimere il nostro sdegno circa la vicenda che ha visto coinvolto il cosiddetto ‘Runner’: persona disabile ingiustamente accusata e sottoposta alla pubblica gogna dei media e dei social network ad opera dal vicesindaco di Ferrara per non aver rispettato il divieto di svolgere attività fisica all’aperto“.

Con queste parole il Comitato Ferrarese Area Disabili condanna la vicenda che, nei giorni scorsi, ha coinvolto il vicesindaco “Naomo” Lodi per aver prima rincorso, offendendo, un paziente psichiatrico che stava correndo per le vie del centro, come gli era stato prescritto dai medici da cui è in cura, e poi per aver postato il video sulla pagina facebook ufficiale e istituzionale del vicensidaco, lasciando che si scatenassero offese e minacce di ogni sorta contro di lui.

Riteniamo inaccettabile che un amministratore pubblico parta dal pregiudizio di colpevolezza di un cittadino – continua il Comitato – condannandolo ancora prima di avergli dato modo di giustificare il suo comportamento. Se il Vice Sindaco avesse svolto il suo compito come avrebbe dovuto, inviando opportuna segnalazione alle forze dell’ordine competenti, queste avrebbero potuto appurare che la persona in oggetto aveva titolo a trovarsi dove era e la sua condizione di fragilità non sarebbe divenuta patrimonio universale. Se le buone prassi fossero state seguite, nessun processo alle streghe avrebbe avuto implicito plauso e riconoscimento.

Noi crediamo che esistano valori come la dignità umana, la privacy e il rispetto reciproco che spettano a tutte le persone e per questo vogliamo segnalare e biasimare quanto accaduto come comportamento atto a svilire, umiliare se non anche annientare gli stessi“.
Dal comitato ferrarese arriva anche l’allarme per cui “alle nostre associazioni stanno in questi ultimi giorni pervenendo diverse segnalazioni di persone che, trovandosi nelle condizioni di poter uscire (a volte di dover uscire) per ragioni di salute/disabilità sono divenute oggetto di accuse, critiche, e giudizi sferzanti da parte di vicini o passanti – probabilmente anche ispirati dai comportamenti noti“.
La richiesta è che i controlli siano demandati, così come dev’essere, unicamente alle Forze dell’Ordine: “Pur confermando nel modo più assoluto l’importanza dell’ordinanza che ci chiede a tutti di stare a casa per salvaguardare la propria salute e quella degli altri, è però importante fare dei distinguo, lasciando che siano le forze dell’ordine preposte a tale scopo, a fare i dovuti controlli con cognizione di causa, evitando così sterili dimostrazioni di giustizialismo privato“.
Noi crediamo che, in questo momento di grandissima emergenza dovuta al coronavirus – conludono i rappresentati delle persone disabili presenti sul territorio ferrarese –, dobbiamo tutti capire che la solidarietà rappresenta uno strumento fondamentale per una convivenza civile già messa a dura prova dalla “quarantena”. Grazie alla solidarietà, non solo sconfiggeremo il Coronavirus, ma lo faremo anche più in fretta!“