21 settembre 2012 - Ferrara, Cronaca, Economia & Lavoro

Dove finiscono i nostri rifiuti

Ferrara - “Sulle tracce dei rifiuti”, questo è il nome del report, presenta l’analisi che - andando nella direzione indicata dalla Unione Europea - punta l’attenzione sulla quantità di materiale effettivamente recuperato e non più sulla percentuale di raccolta differenziata.

Il report – alla sua terza edizione – è certificato da un ente esterno, questo per la corretta rendicontazione e trasparenza che Hera ha scelto di realizzare verso i propri clienti. Sul territorio servito da Hera, nel 2011, in media, la raccolta differenziata ha superato il 50%. Hera ha quindi seguito le diverse tipologie di rifiuto differenziato raccolte nel 2011 sul territorio servito, lungo tutto il tragitto che separa il cassonetto dall’effettiva re-immissione nel ciclo produttivo della materia recuperata.

Dallo studio è emerso che, mediamente, lungo il processo, la quantità di rifiuti scartata è di appena il 6,6%. Tutto il resto, il 93,4% appunto, torna invece a nuova vita. Per realizzare il monitoraggio Hera ha raccolto e incrociato i dati delle imprese che nel 2011 sono state la prima destinazione della raccolta differenziata, gestendo impianti di stoccaggio, selezione o prima lavorazione dei materiali che si trovano quasi totalmente sul territorio servito e di cui 4 sono situati in provincia di Ferrara.

Queste imprese hanno inviato i materiali a 125 aziende che si sono occupate dell’effettivo recupero dei materiali. Scendendo nel dettaglio dei diversi materiali recuperati, rispetto al 2010 è cresciuto sensibilmente: all’86,4%, il recupero della plastica (22,8 kg/abitante) mentre quello degli altri materiali è rimasto sostanzialmente stabile: 92,4% della carta (62,5 kg/abitante), 96,9% del verde (69,5 kg/abitante), 92% dell’organico (44,8 kg/abitante), 95,4% del vetro (30,5 kg/abitante), 92% del legno (21,6 kg/abitante), 100% del ferro (2,7 kg/abitante) e 94,1% dei metalli, intesi come imballaggi in alluminio, acciaio e banda stagnata, (1,5 kg/abitante).

Lo studio, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna e certificato da DNV Business Assurance, è part di una pubblicazione che verrà presentata venerdì 28 settembre al festival “Fare i conti con l’ambiente. Rifiuti Acqua Energia” che si terrà a Ravenna dal 26 al 28 di questo mese.

Lo studio vuole anche dimostrare che è possibile e conveniente la realizzazione di 5 biodigestori, dei quali le prime due linee a Voltana (RA) e Coriano (RN) sono già state inaugurate, tali linee sono in progetto anche presso le piattaforme Akron di Modena e Ferrara, mentre nel bolognese sarebbe in fase di progettazione ex novo un altro impianto.

L’intero progetto comporterà per il Gruppo un investimento complessivo di oltre 40 milioni di euro per una produzione potenziale di energia elettrica rinnovabile pari a oltre 32 milioni di KWh annui, pari al fabbisogno energetico annuo di oltre 35.000 persone e risparmiando l’emissione in atmosfera di 17.000 ton. di CO2.

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