Il Movimento Cinque stelle davanti a un bivio

13 Settembre 2012 |  Cronaca | Cento | Politica | Ferrara |

Ferrara - Dopo il ciclone nato il 6 settembre a seguito delle dichiarazioni il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Giovanni Favia molti simpatizzanti ed attivisti (non chiamamoli iscritti!) del Movimento 5 Stelle si sono trovati ad un bivio. Non si può ridurre tutto ad un semplice fazionismo tra moderni Guelfi e Ghibellini, con un Imperatore facilmente individuabile, ma sicuramente è palese che si è aperto un discorso interessante sulla democrazia interna al movimento ed alla sua organizzazione.
Gli esponenti emiliani, compreso Tavolazzi primo "epurato" dal M5S, hanno composto la prima fronda che ha iniziato a combattere per una democrazia diretta all'interno del Movimento ed a porsi interrogativi sulla posizione di Casaleggio.

Coinvolto in prima linea in questa battaglia ormai da mesi (marzo 2012), forse quello di Cento è stato il primo gruppo di attivisti a compiere un gesto politico chiedendo pubblicamente spiegazioni a Grillo in merito alla cacciata di Tavolazzi.

Il risultato ottenuto è stato poco piacevole. Due liste civiche di Cento, tra le prime in Italia a seguire Grillo nel suo progetto, sono state diffidate "ad utilizzare nome e simbolo di proprietà di Beppe Grillo: MoVimento 5 Stelle di Cento e Progetto per Ferrara".

Dopo aver cambiato il nome ed il simbolo il gruppo di ex grillini di Cento hanno continuato la propria attività sul territorio ed in particolare nella terrra del Guercino.
"Cento in Movimento", che nel logo di stelle ne ha sei, torna a farsi sentire con un comunicato ufficiale:

"Due gruppi di persone, di cittadini che tuttora credono in quella che è la più grande rivoluzione, sociale e politica dal dopoguerra. Cittadini stufi, stanchi ed avviliti a causa di una classe politica che segue i propri interessi, che non è più capace di parlare con la gente, che continua a tradire ed a prendere in giro il popolo italiano. Gente semplice che si ritrova, come noi, da dopo il terremoto che ha colpito duramente la città di Cento, a riunirsi in un garage.

Due gruppi di cittadini che credono nell’applicazione di una corretta democrazia interna nel MoVimento e che ad oggi, non esiste. Cittadini semplici ma con un forte senso civico che spesso lottano contro poteri forti, (per non dire enormi) spinti da quella forza di riscatto sociale che sta richiedendo un intero paese. Uomini e donne che hanno raccolto migliaia di firme nelle lotte contro la Casta, a testimonianza del loro lavoro sul territorio che credono nel Non-Statuto del MoVimento 5 Stelle e nel suo principio unico nella storia della politica italiana: Uno Vale Uno.

Eppure, proprio per questo nostro “credo”, siamo stati diffidati da uno studio legale milanese, composto da sette avvocati, su incarico della Casaleggio Associati srl, una società di strategie di rete. Abbiamo sentito doveroso, come attivisti, richiedere con forza una spiegazione sulla diffida ad un eletto ed al gruppo che egli rappresenta nel consiglio comunale di Ferrara. Morale, una diffida anche a noi attraverso due righe scritte in modo superficiale sotto forma di PS in calce ad un post dal titolo premonitore: Game Over. Nessuna spiegazione a riguardo e nessuna risposta alla nostra “lettera aperta” scritta a Beppe Grillo ben 170 giorni fa.

Il problema quindi esiste nel MoVimento 5 Stelle e non sono nè Tavolazzi, nè Favia. Non stiamo parlando di una diffida ad una singola persona ma a due interi gruppi di attivisti 5 Stelle che a loro volta, hanno alle spalle circa 4.000 elettori e più di 14.000 cittadini che hanno partecipato attivamente con il loro voto ad una iniziativa referendaria di Progetto per Ferrara.

La nostra testa è già sul tavolo e non fate finta che non ci sia: a noi non può essere imputata la ricerca di una poltrona o la velleitaria, assurda, ridicola, volontà di creare un partito.

Che il sogno si avveri attraverso la costruzione di una rete nazionale mediante una piattaforma dove si possano scegliere candidati e partecipare alla stesura del programma, costringendo gli altri partiti ad adeguarsi... se vogliono competere. Oppure lasciamo il MoVimento alle decisioni di solo due persone o poco più... o meglio di una, il sig. Gianroberto Casaleggio che ci mette la faccia solo per diffidare e non è neanche il “megafono” del MoVimento.

Il MoVimento 5 Stelle è davanti ad un bivio: se si sceglie la strada sbagliata, si trasformerà in uno dei tanti partiti “ad personam” della politica italiana, che rigetterà nella disillusione tanti italiani.

Sta a voi attivisti e cittadini decidere le sorti di questo sogno.

Venite a trovarci nel garage, ci riuniamo tutti i lunedì sera. Noi di certo non molleremo."

 

Commenti

m5s davanti ad un bivio

 Articolo straordinario,non c'è una parola da aggiungere !

Povero Grillo, hai creato un

Povero Grillo, hai creato un sistema peggiore di quello che condannavi. Tanto a parlare di democrazia....

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