12 settembre 2012 - Ferrara, Cronaca

Omicidio Avanzi: risolto il rebus

Ferrara - Cinque giorni per risolvere un rebus. Come ha dichiarato il Questore di Ferrara dott Luigi Mauriello l'attività della squadra mobile della Polizia si è evidenziata per "Tempestività di intervento e professionalità", anche grazie ad un coordinamento efficace con la Procura.

Le indagini sull'omicidio della signora Leda Avanzi (vedi articolo),  coordinate dal capo della squadra mobile dott. Andrea Crucianelli e dalla PM dott.ssa Barbara Cavallo, sono andate avanti molto speditamente portando all'arresto di una persona: come anticipato dal precedente articolo si tratta di Mariusz Chowaniak, venticinquenne polacco disoccupato ed ex muratore, figlio di un'amica della sig.ra Teresa H., badante della vittima.

Come spiegato dagli inquirenti in una conferenza stampa tenutasi stamane, il giovane avrebbe progettato la rapina finita in tragedia assieme a due complici, che sarebbero gli esecutori materiali del furto e del conseguente omicidio, tutt'ora ricercati dalla Polizia.

Il venticinquenne è statodenunciato ed arrestato per rapina pluriaggravata, lesioni personali aggravate e omicidio con dolo diretto eventuale, ma non si esclude che a seguito dell'autopsia la sua posizione potrebbe aggravarsi a seguito di una ulteriore denuncia per omicidio preterintenzionale.

Gli inquirenti hanno spiegato che i fatti si sarebbero svolti in questo modo: il colpo sarebbe stato progettato dallo stesso fermato, che conosceva bene le abitudini e l'abitazione della vittima poiché figlio di un’altra badante, che aveva più volte sostituito la  sig.ra Teresa durante la sua assenza.

Il bottino sarebbe dovuto essere la pensione della sig.ra Avanzi, più ulteriori somme eventualmente presenti in casa (circa 1500 euro), ma le cose sono andate diversamente rispetto ai piani: l'anziana aveva cambiato il nascondiglio dei suoi risparmi, spostandoli da un mobile del salotto ad un armadio della camera da letto.

Mariusz si era recato ed introdotto in casa della sig.ra Avanzi in via Bologna con una scusa venerdì verso le 11,30. Avrebbe detto alla badante, alla quale in passato aveva più volte risolto problemi informatici, di necessitare di una connessione per comunicare ai suoi amici presenti su Facebook il nuovo numero di cellulare, avendo smarrito il vecchio telefono il giovedì precedente. Una volta terminata l'operazione si era fatto riaccompagnare alla porta dalla sig.ra Teresa ma ad attenderla all'esterno c'erano i due complici, che hanno fatto irruzione nell'appartamento, bloccando e  sequestrando la sig.ra Teresa.

In questa fase della ricostruzione del racconto si dividono le testimonianze del ragazzo e della cinquantottenne: lei affermava di aver riconosciuto le scarpe di Mariusz all'interno della casa al momento dell'irruzione, mentre lui affermava di essere uscito prima dell'accaduto.

La badante sarebbe stata trasportata da uno dei due criminali con forza in un'altra stanza, legata con un filo elettrico ed infine imbavagliata, mentre il complice avrebbe dovuto fare la stessa operazione in salotto con l'anziana.

A quel punto qualcosa è andato storto: la sig.ra Avanzi, terrorizzata dall'estraneo presente in casa, ha iniziato ad urlare. Il rapinatore, probabilmente per zittirla, l'ha colpita violentemente al capo con un vaso presente nella stanza.

I due malviventi hanno poi iniziato a rovistare nel salotto, tralasciando le altre stanze ed allontanandosi da un'uscita secondaria dell'immobile su via Fabbri, altro elemento che dimostra che i malviventi conoscevano l'abitazione.

Tutta l'azione è durata più di trenta minuti, ma i due sono riusciti a portare via un magrissimo bottino: pochi gioielli e cento euro di proprietà della sig.ra Teresa, che è coinvolta nei fatti solo in qualità di vittima, come hanno evidenziato sia il dott. Crucianelli che la dott.ssa Cavallo.

La stessa, infatti, non solo era a conoscenza del nascondiglio dei soldi rivelato alla Polizia, ma quando i rapinatori sono andati via ha lanciato immediatamente l'allarme urlando dal balcone.

Chiave delle indagini è stata una supertestimone che ha visto l'arrestato tornare a casa in via Porta Romana alle 13 (ergo poco dopo la rapina) in compagnia di due uomini, descrivendoli come  tutti molto nervosi ed agitati. I due accompagnatori hanno lasciato Mariusz e si sono allontanati con due zaini, che secondo la testimone non avevano quando  i tre uomini erano arrivati.

La Polizia sta indagando su quest'ultimo tassello: non sono ancora note la generalità degli stessi (si sa solo che hanno un forte accento dell'est europa) e se siano ancora in Italia o all'estero. Le indagini proseguono in modo molto serrato.

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