3 settembre 2012 - Ferrara, Cronaca

In città auto a 30 km/h

Nuova sfida per #Salvaiciclisti

Ferrara – Imporre il limite di velocità dei 30 km/h in città per permettere una vita “più facile” ai ciclisti. Questa è la nuova sfida del movimento #Salvaiciclisti, che ha lanciato sul web, attraverso i social network, una petizione popolare per chiedere al Parlamento di imporre la "Velocità massima di 30 chilometri orari in tutte le aree residenziali d'Italia, ad eccezione delle arterie a scorrimento veloce che manterrebbero l'attuale limite di 50 km/h".

Da stamattina, infatti, sarà possibile depositare la propria firma su Twitter dall'account @salvaiciclisti con l'hashtag #30eLode, ma la campagna è veicolata anche su Facebook, Google+ e Linkedin. Nel lancio della petizione, i cicloattivisti spiegano che l'iniziativa è a favore dei ciclisti che in città costituiscono sempre l'elemento “debole” della strada, vittime di una strage con quasi 3.000 ciclisti e 8.000 pedoni uccisi sulle strade italiane negli ultimi 10 anni.

Secondo i promotori dell'iniziativa l'adozione del limite di 30 km/h in città porterebbe numerosi vantaggi: da quelli economici a quelli ambientali. In una città dove diventa più sicuro circolare in bicicletta diventerebbe più frequente il suo utilizzo e quindi tante persone lascerebbero a casa l'auto, inoltre calerebbero d'incidenza gli incidenti stradali con un abbassamento relativo di costi sociali. Senza dimenticare che – nelle nostre città congestionate dal traffico - abbassare il limite di velocità di 20 km/h nelle zone residenziali non creerebbe grandi disagi agli automobilisti, mantenendo stabili i tempi medi di percorrenza media, che aumenterebbero di appena il 3%.

Un primo segno tangibile di sostegno alla petizione è arrivato dall'assessore alla mobilità di Milano, Pierfrancesco Maran, che si dice aperto e disponibile per provare ad abbassare i limiti in città, anche da subito e che – nel frattempo - bisogna mettere “mano al portafogli” per incrementare le infrastrutture stradali per i ciclisti.

E per Ferrara a quando un intervento drastico nella città delle biciclette?

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