30 agosto 2012 - Ferrara, Cronaca, Economia & Lavoro

Agricoltura: la siccità costa 1 miliardo di danni al comparto

Lo denuncia la Coldiretti

Ferrara - Secondo le stime di Coldiretti in Italia questa anomala estate di caldo e siccità ha provocato danni per circa 1 miliardo di euro, che di sicuro non potranno essere recuperati con l’arrivo previsto delle piogge nei prossimi giorni. Anzi, non è affatto infondato il timore che - per i temporali in arrivo e il conseguente dilavamento dei terreni non si verifichino danni anche maggiori.

Il maltempo con la pioggia arriva infatti tardi, tardi per salvare le coltivazioni nei campi dove si contano perdite per un miliardo di euro, dovute al caldo e alla siccità estiva piu’ grave da quasi dieci anni, che ha bruciato il 30% dei raccolti nazionali di mais e il 40% per cento di quelli di soia, provocando anche ingenti riduzioni nei raccolti di barbabietola da zucchero e girasole (-20 per cento), senza dimenticare il calo del 10 per cento nella produzione di latte dovuto allo stress da afa delle mucche.

Nella provincia di Ferrara i danni sono particolarmente rilevanti, con punte del 90-100% per il mais che non è stato possibile irrigare e di oltre il 50% per la soia, senza dimenticare la frutta autunnale, ridotta in quantità e pezzatura. E’ quanto emerge dal bilancio tracciato dalla Coldiretti in occasione dell’arrivo di Poppea, la prima perturbazione a carattere autunnale con piogge e temporali che colpira' il centro nord fino alla Campania.

"Le precipitazioni in questa fase - sottolinea la Coldiretti - sono importanti per spegnere gli incendi e ripristinare le scorte idriche nei terreni, negli invasi, nei laghi e nei fiumi a secco in vista delle prossime semine e per salvare alcune colture in campo ma, in generale, arrivano troppo tardi e rischiano peraltro di aggravare i danni soprattutto se, come previsto, saranno accompagnate dalla grandine". Coldiretti infatti ha spiegato che quando la pioggia è intensa, i terreni secchi non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento, con il pericolo di provocare frane e smottamenti, mentre la grandine provoca danni irreparabili alle colture in campo, come le uve pronte per la vendemmia.

"Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici nei confronti dei quali occorre intervenire con interventi finanziari per affrontare l’emergenza ma anche con misure strutturali con le opere - conclude la Coldiretti - per la conservazione della acqua con il necessario potenziamento degli invasi per l’avvenuta modifica della distribuzione della pioggia". Un pensiero espresso da Coldiretti non solo in questi giorni ma ormai da parecchio tempo, anche con iniziative pubbliche tra le quali ricordiamo il convegno “Si vive d’acqua: agricoltura, sicurezza del territorio e società”, svolto nell’ormai lontano settembre 2006, nel corso del quale si erano già prefigurate molte delle problematiche che nel corso degli anni aziende agricole e comuni cittadini hanno dovuto affrontare.

Sicuramente lo scenario si è aggravato - in particolare nel biennio 2011-2012 - a causa di una scarsità di precipitazioni eccezionale e da alte temperature che hanno pesantemente influenzato da un lato le falde, ormai allo stremo, e dall’altro il ciclo vegetativo delle piante, incapaci di assorbire l’acqua che nonostante le difficoltà non è quasi mai mancata nei canali.

"E’ quindi improcrastinabile- conclude Coldiretti - a fronte degli ormai evidenti mutamenti climatici, approcciare in modo serio e concreto le misure strutturali che possano contribuire a gestire meglio e correttamente la risorsa acqua, indispensabile per tutti quanti, aziende agricole, cittadini, ambiente, territorio".

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