Largo ai BRIC, i nuovi turisti che salveranno l'economia del comparto

Ferrara - L'ancora di salvezza per il comparto turistico della Riviera Romagnola sono i BRIC: non le scatoline di tetrapack per la conservazione di cibi e succhi di frutta ma i turisti dei Paesi Bric (Brasile-Russia-Cina-India), che non risentono della crisi.

Nel 2011 oltre tre milioni di persone provenienti dai Paesi Bric (Brasile, Russia, Cina, India), sono venute a visitare il nostro Paese. Il Lazio risulta essere la meta preferita, anche se i brasiliani amano anche Toscana e Veneto, mentre i russi preferiscono L'Emilia Romagna e il Veneto, gli indiani Veneto e Lombardia e i cinesi Toscana e Lombardia.

L'analisi del flusso turistico “Bric” è stata fatta dal Ciset, il Centro internazionale di studi sull'economia turistica dell'Università Cà Foscari, su fonti della Banca d'Italia. L'anno scorso dai turisti provenienti da Brasile, India, Cina e Russia sono arrivati nel nostro paese 1.800.000 euro di cui il 56,4% è stato dedicato allo svago. Fra tutti i più spendaccioni sono indubbiamente i russi, che nel loro soggiorno in Italia del 2011 hanno speso 925 milioni di euro, mentre i più “tirchi” sono stati i cinesi con 245 milioni.

Il trend è in netta crescita durante il 2012, con un incremento dei flussi raddoppiato rispetto a quello europeo: gli arrivi Bric in Italia si attestano su un +3%, contro un +1,5% dei flussi dai mercati europei tradizionali.

In Emilia Romagna, particolarmente sulla Riviera Romagnola, gli operatori si sono attrezzati già da diversi anni per differenziare l'offerta turistica: lo studio dei diversi "format" ha ampliato il panorama sia italiano che internazionale ed ha mostrato l'emergere di nuovi modelli di ospitalità. Questa nuova offerta turistica, che si basa sullo studio e l'individuazione delle esigenze dei vari gruppi, soddisfa le aspettative di tutte le etnie. Se gli Indiani amano volare in Italia per mostre e congressi, i russi si affollano sulla costa romagnola per gironzolare in barca e fare tanto shopping. Quindi, oltre al comparto dell'ospitalità e ristorazione, l'emergere di questi nuovi importanti flussi turistici richiede anche lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione, promozione e distribuzione attraverso il web (da quelli più consolidati di vendita on line ai blog e social network), uno slancio del settore delle vendite di lusso e l'elasticità dei mercati dell'offerta turistica che deve imparare ad adattarsi ai gusti dei “nuovi clienti”.

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