L'Ospedale di Cona nelle intenzioni di Tagliani

2 Agosto 2012 |  Cronaca | Politica | Ferrara |

Ferrara – In una nota alla stampa il Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, svela il suo pensiero sull'Ospedale di Cona, il suo futuro ed il ruolo dell'opinione pubblica e dei media nell'iter di “riconoscimento” della nuova struttura come parte integrante del tessuto cittadino e come chance di apertura dell'Arcispedale a HUB interregionale.

“C’era una volta l’ospedale di Cona - comincia così la lettera di Tagliani - quello per intendersi che nel 1991, quando fu decisa la sua collocazione io non votai, quello in permanenza allagato per due gocce di pioggia, quello dal cemento “impoverito”, quello dalle lunghe interminabili code sulla via Comacchio. Quella Cona oggi non c’è più ma nessuno chiede conto non dico delle bugie ma almeno delle esagerazioni".

La situazione attuale è ovviamente diversa ed anche lui lo sottolinea. "Oggi ci sono duecentomila metri quadri di moderne sale degenza, con percorsi visita e sanitari ben distinti come in tutto il mondo civile, 23 sale operatorie, un moderno pronto soccorso e via discorrendo".

A questo punto della comunicazione Tagliani fa riferimento ai media "Da settimane assisto a titoli ad otto colonne e paginate di “disagi”, veri per carità, ma lasciatemi dire che se un anno fa ad ospedale chiuso ci avessero paventato che avremmo avuto problemi per un rubinetto che perde o l’iniziale e comprensibile difficoltà d’orientamento, tutti ci avrebbero messo la firma!”.

Il riferimento ad un atteggiamento critico relativo ai piccoli disagi e ai “problemi di avviamento” del nuovo ospedale è chiaro, così com'è comprensibile l'atteggiamento dei cittadini, che sanno di aver barattato una struttura ospedaliera obsoleta, per certi versi, ma nota e rassicurante per “un'astronave” gigantesca impiantata nel mezzo del paesaggio agrario del territorio ferrarese e che pretendono che tutto sia perfetto e funzioni in stile “clinica svizzera”, visto quanto l'ospedale in questione è costato e quanta polemica c'è stata dietro il lunghissimo iter della sua costruzione, relativi processi inclusi ed in corso.

“Scusate se dico la mia – aggiunge Tagliani - ma i problemi sono ben altri ed ho avuto ben modo di rappresentarli all’Assessore regionale alle Politiche per la salute Carlo Lusenti. Parto dal presupposto, noto a tutti ma che non è forse elegante ricordare, che la spesa pro capite in provincia di Ferrara è la più alta della regione (con Bologna) e che il tasso di occupazione letti è tra i più bassi, il che lascia intendere un fatto solo: ovvero che le altre province ci mantengono e di questi tempi c’è di che preoccuparsi. Spento il clamore dell’incendio dei cartoni, a riprova che Cona resiste al gelo, al terremoto ed al fuoco, e che forse abbisogna di un “richiamo” della originaria benedizione, dobbiamo porci il tema di accreditare Cona anche fuori Ferrara, attraendo mobilità attiva provenienti da altre provincie”

Non è chiaro per Tagliani in che modo dovrebbe avvenire l'accreditamento dell'ospedale presso il resto della Regione, ma spiega: “Se così non sarà corriamo dei veri rischi che provo a sintetizzare: a) non avremmo le risorse economiche che servono a mantenere l’attuale standard di servizio sanitario che offriami ai residenti, ma soprattutto non innescheremmo quel percorso virtuoso che alle risorse fa seguire investimenti in attrezzature ed acquisire  professionisti di grande capacità i quali sono disponibili ad operare solo in ospedali all’avanguardia; b) impoveriremmo anche gli ospedali della provincia: Cento, Delta ed Argenta che devono servire da ponte di ingresso della mobilità attiva dal bolognese, dal Veneto, dalla Romagna e che devono trovare in Cona un partner collaborativi e non un alibi per ridurre l’offerta;   c) metteremmo a rischio anche la stessa nostra facoltà di medicina già impoverita dal calo di risorse finanziarie e professionali, che deve puntare sul nuovo ospedale per uscire non penalizzata dal confronto inevitabile con le sorelle di Parma e Modena e non essere progressivamente fagocitata dalla grande Bologna”.

Per salvaguardare la posizione di Ferrara dal punto di vista della sanità pubblica, il Sindaco incalza: “Per raggiungere questi obiettivi, che sono davvero essenziali, mi chiedo: è più utile proseguire come abbiamo cominciato, ovvero a puntare il dito sui disagi inevitabili di questa scelta (es. parcheggi e cartelli), oppure è meglio indicare alla Regione la lista - assai concreta -  della eccellenze che possano fare di Cona un centro di riferimento regionale (HUB), a partire ovviamente da quelle che già ci sono, per arrivare a quelle nuove che possono  esservi collocate? Penso che, mentre lavoriamo per superare i disagi, tutta la città dovrebbe sostenere e soprattutto agire per questo secondo obiettivo: aspetto segnali”.

Nel frattempo che i segnali auspicati arrivino, Tagliani domattina sarà presente alla conferenza stampa indetta per le 11 dalla Direzione Generale per fare il punto della situazione sul nuovo ospedale S.Anna a Cona.

Commenti

ma va là, che t'ha capì mal

"Spento il clamore dell’incendio dei cartoni, a riprova che Cona resiste al gelo, al terremoto ed al fuoco"

A cosa resiste Cona secondo l'ineffabile ... (sindaco) ? Gelo terremoto e fuoco? Chi gliel'ha detto? Modonesi?

Per sapere che resiste a quelle prove bisogna sottoporlo a quelle sollecitazioni. E' così ingenuo e sprovveduto da non sapere che l'ospedale è entrato in funzione da appena due mesi? Senza gelo invernale, senza terremoto (per fortuna, le scosse del 20 e 29 maggio non erano le scosse del terremoto di Ferrara, erano quelle del terremoto del modenese), e anche senza incendio vero, che non basta di certo una stanza piena di cartoni in cui la gente va a fumare di nascosto a creare incendi ospedalieri, lui non sa proprio se l'ospedale supererà le prove.

E il sindaco temerario aspetti a parlare almeno quando arriveranno 200 mm di acqua in poche ore, che prima o poi arriveranno, e sarà tutto da vedere come andrà a finire. 

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