Il patto di stabilità della Regione a favore delle aree colpite dal sisma

26 Luglio 2012 |  Cento | Cronaca | Terremoto Emilia | Ferrara |

Ferrara - La Giunta della Regione Emilia Romagna ha stabilito i criteri per la ripartizione, a Comuni e Province, delle potenzialità di spesa 2012 del patto di stabilità dell’Emilia-Romagna.

Scuole e ricostruzione post-terremoto saranno ovviamente i due principali settori che potranno usufruire dei benefici della legge regionale sul patto di stabilità territoriale.

Il provvedimento si inserisce all’interno della legge regionale sul patto di stabilità che già nel 2011 ha permesso agli Enti locali di sbloccare pagamenti per 105 milioni di euro usando risorse che gli stessi Enti avevano già in cassa ma che erano state bloccate dalle leggi nazionali. “La novità di quest’anno - sottolinea Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna - è che almeno il 5% del totale delle risorse che saranno recuperate e messe a disposizione sarà destinato agli interventi di ricostruzione post-terremoto e, in tutta la regione, a opere di ristrutturazione e costruzione di plessi scolastici”.

La delibera di Giunta fissa i criteri e la tempistica per permettere ai Comuni e alle Province di accedere al riparto delle quote di potenzialità di spesa che la Regione e il sistema delle autonomie potranno mettere a disposizione del sistema economico locale nel rispetto dei limiti fissati dal patto regionale. Da un punto di vista pratico gli Enti locali che soddisfano i parametri previsti dalla delibera regionale potranno far pervenire alla direzione Finanze della Regione le proprie richieste entro il 15 settembre prossimo. Una volta fatte le valutazioni sulle risorse disponibili, si procederà all’assegnazione delle quote.

I criteri indicati sono tre. In primo luogo verranno privilegiati i Comuni e le Province che hanno maggiore necessità di pagamento sulle opere pubbliche già realizzate e che, quindi, potranno liquidare più celermente i fornitori. In secondo luogo, al fine di favorire il rispetto degli impegni europei sul patto di stabilità, saranno presi in considerazione quegli Enti locali che abbiano ridotto nel tempo il peso del debito procapite. Infine una particolare attenzione sarà rivolta agli Enti che hanno attuato politiche coerenti con la programmazione regionale per la realizzazione di spese d’investimento cofinanziate dalla Regione, dallo Stato oppure dall’Unione europea, in modo da poter utilizzare compiutamente tutti i finanziamenti assegnati.

Il “Patto di stabilità territoriale della regione Emilia-Romagna” approvato nel dicembre 2010 punta a salvaguardare la qualità dei servizi pubblici dell’Emilia-Romagna, permettendo a Regione ed Enti locali di realizzare un programma di investimenti strategici adeguato e di poter disporre della flessibilità necessaria grazie ad un programma con obiettivi definiti annualmente rispetto alle esigenze e alle emergenze individuate. Il rispetto del patto di stabilità è garantito unitariamente a livello regionale mentre vengono definiti un unico obiettivo territoriale e misure di controllo dell’indebitamento e di rilancio degli investimenti, mettendo a sistema i 189 Comuni, le 9 Province e la Regione.

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