23 luglio 2012 - Ferrara, Cronaca, Politica

Tavolazzi con Iaf e Lega non voteranno per l'annullamento del derivato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferrara – Si decide oggi pomeriggio il destino del derivato swap Dexia, il cui annullamento amministrativo verrà messo ai voti in consiglio comunale.

In conferenza stampa, sabato mattina, Iaf, Ppf, Lega hanno annunciato che non parteciperanno alla votazione anche se – quasi sicuramente – non verranno supportati dal resto dell’opposizione.

Con il termine “derivato” si intende ogni contratto o titolo il cui prezzo sia basato sul valore di mercato di uno o più beni (quali, ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse) e che non è altro che uno strumento finanziario di speculazione, che dovrebbe servirebbe al Comune a coprire da rischi di esplosione degli interessi sul debito; quando i tassi d’interesse si mantengono bassi il derivato costituisce un costo, anche piuttosto importante: se nel 2002 il Comune chiuse con un attivo di 1 milione e 300 euro, negli ultimi anni il derivato ha raggiunto un valore negativo ammontante a 2.300.000 euro nell’ultimo biennio, rischiando anche di crescere nei prossimi anni. Secondo il “teorema” di Tavolazzi richiedere l’annullamento adesso significherebbe entrare in contenzioso con la Banca ed il Comune “si esporrebbe ad una causa di risarcimento danni da parte di una banca internazionale, con foro a Londra, che comporterebbe un aumento esponenziale dei costi che in qualche anno renderebbe necessario un assestamento di bilancio per rimediare”.

In particolare Tavolazzi ha spiegato che «Negli anni scorsi abbiamo proposto di pagare il valore del derivato che allora ammontava a meno di 3 milioni e poi uscire. Oggi l’operazione costerebbe 5 milioni e il Comune, per non pagarli, avvia un’operazione disastrosa».

Di opinione diversa, l’assessore Marattin continua ad appellarsi al fatto che ci sono altre amministrazioni che hanno fatto ricorso all’annullamento amministrativo del derivato ma – al momento – pare che solo la Provincia di Pisa sia rimasta in causa con la Banca Dexia Crediop e che la conclusione del procedimento sembri ancora lontana: benché il Consiglio di Stato si sia espresso positivamente rispetto alla legittimità e al potere di annullamento esercitato dalla Provincia di Pisa e – soprattutto – che la giurisdizione competente sia di fatto quella italiana, la partita è ancora aperta.

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