13 luglio 2012 - Ferrara, Comacchio, Economia & Lavoro

L'Emilia Romagna in difesa dei boschi

Ferrara - Cambia la politica della Regione Emilia Romagna per contrastare gli incendi. Emanato il nuovo “Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi” valido per il periodo 2012-2016.

Creata una nuova “carta del rischio” e variate anche le modalità di intervento per la prevenzione ed il contrasto degli incendi. Il provvedimento, sollecitato da amministratori locali, operatori economici, agricoltori e associazioni, tiene conto delle dinamiche degli incendi boschivi attraverso i dati statistici sulla frequenza, sulla localizzazione e sulla consistenza degli eventi, dolosi e non.

Per il periodo 2007-2013 si sono stanziati 5 milioni e 500 mila euro di risorse europee del Programma di Sviluppo Rurale, circa 800 mila euro all’anno assegnati agli enti delegati (Province, Comunità montane e Unioni di Comuni) per gli interventi di manutenzione dei boschi, della viabilità di accesso e dei punti di approvvigionamento idrico.

La Regione inoltre destina circa 400 mila euro all’anno per gli interventi di prevenzione nei territori del Patrimonio forestale regionale, che si estendono per oltre 35 mila ettari. Una convenzione inoltre con il Corpo Forestale dello Stato prevede, fra l’altro, attività di sorveglianza, controllo del territorio e lotta attiva agli incendi boschivi.

Cuore del provvedimento è sicuramente il nuovo modo di concepire la fruizione degli spazi boschivi anche in periodi di alto rischio incendi, come l’estate, creando ad esempio nuove aree di sosta in prossimità delle zone a rischio che rispettino dei determinati requisiti minimi di sicurezza.

Aumentano inoltre le risorse provenienti dalla Regione e dall’Unione europea per interventi preventivi di manutenzione della viabilità forestale. Un ulteriore occhio di riguardo verrà prestato alla formazione per i responsabili delle organizzazioni che svolgono attività nei boschi (vedi scouts) ed all’efficienza delle segnalazioni per le attività di bruciamento controllato dei residui di vegetazione, tramite email o comunicazione su segreteria telefonica alla Forestale, ed inoltre:

- vengono razionalizzati e definiti i comportamenti che possono determinare l’innesco di incendi boschivi;

- si introduce una metodologia per la predisposizione di una carta del rischio di incendio “di interfaccia” (tra aree urbanizzate e naturali), finalizzata alla tutela delle infrastrutture poste in continuità con le aree boscate ad elevato rischio di incendio (borghi ed edifici isolati all’interno di aree forestali, campeggi, parchi periurbani, altri edifici sensibili).

La metodologia è conforme a quanto previsto dalla Protezione civile nazionale.

Il Piano delinea i criteri per la realizzazione della carta della pericolosità per gli incendi di interfaccia, con l’individuazione dei nuclei urbani e delle strutture ricettive e ricreative interconnesse con gli elementi forestali.

Tali valutazioni tengono conto della necessità di rendere più rigorose ed efficaci le misure di repressione dei comportamenti pericolosi di origine colposa e dolosa, lavorando in parallelo sulle specificità delle situazioni, della professionalità degli operatori che svolgono attività nelle aree boschive e dell’oggettivo potenziamento delle forze operative avvenuto negli ultimi anni, e anche della sensibilità sviluppata di recente dai cittadini rispetto al tema incendi.

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