I danni della spending review alla scuola pubblica

9 Luglio 2012 |  Cronaca | Economia & Lavoro | Politica | Ferrara |

Ferrara - L'Unione Sindacale di Base lancia l'allarme sulle conseguenze pesantissime che la spending review avrà sul comparto dell'Istruzione Pubblica.

In un comunicato stampa diffuso alla stampa la U.S.B. - Unione Sindacale di Base – fa i conti delle risorse che verranno sottratte alla scuola e alla formazione e di quanti posti di lavoro verranno a mancare in seguito all'applicazione del decreto sulla revisone della spesa della pubblica amministrazione.

“Il 6 luglio il Vice Ministro all'Economia Vittorio Grilli aveva affermato che “la Scuola, in questo decreto, non è stata toccata.” Ciò è completamente falso!" si legge nel comunicato. Secondo USB 10.000 docenti in esubero verranno usati per tappare i buchi lasciati dai precari che non avranno più un lavoro, mentre dovranno essere ricollocati 846 rimpatriati dall'estero. Inoltre 4.071 docenti inidonei e 519 docenti di laboratorio verranno equiparati ed accorpati ai 4.624 posti del personale amministrativo e tecnico oggi precario.

A conti fatti l'USB denuncia che “Tutti questi provvedimenti entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico. Possiamo dire che la stima di altri 15 mila posti di lavoro persi è approssimativa ed è molto probabile che lo sia per difetto”. In Emilia Romagna questo si tradurrebbe in 621 posti in meno per docenti, personale tecnico e amministrativo oggi precario, (378 docenti “esuberati” e 243 “inidonei”), mentre a Ferrara ci sarebbero 47 posti in meno, con 33 docenti “inidonei” e 14 “esuberati”.

“Ecco come verranno USATI gli esuberi, spostati come pacchi: ad insegnare altre materie, in ogni ordine e grado di scuola, sui posti di sostegno, sugli spezzoni orari; sulle supplenze brevi e verranno pagati dal fondo delle supplenze” aggiunge USB, sostenendo che il Governo, richiamando l'attenzione sui principi di professionalità, valutazione, merito, scuola d'eccellenza, autonomia abbia circuito la popolazione raccontando “solo menzogne”.

USB si chiede anche dove andranno a finire i risparmi ottenuti. “Andranno nello stesso Fondo dove sono finiti tutti gli altri (8 miliardi ricavati dal taglio di 155mila posti di lavoro) ma qualcuno aveva promesso di usarli per gli scatti di anzianità” dice il comunicato, specificando che “dobbiamo vedere cosa succederà con la Regionalizzazione della Scuola, con gli accordi con le Regioni sul reclutamento e i costi standard... un film tragico già visto in Sanità”.

Contro il ladrocinio con il quale “ancora una volta la scuola, la sanità, la giustizia vengono colpite, ancora una volta i lavoratori e le loro famiglie sono derubati del loro presente e del loro futuro” l'Unione Sindacale di Base dichiara di voler continuare la battaglia che l'ha vista protagonista nei luoghi di lavoro e nelle piazze con lo sciopero generale del 22 giugno, le mobilitazioni del 27 e del 28 giugno e quella del 6 luglio “contro il Governo, i partiti che lo sostengono ed il via libera dato da CGIL, CISL, UIL, UGL e sindacati autonomi con l’accordo del 3 Maggio scorso”

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