4 luglio 2012 - Ferrara, Cronaca, Economia & Lavoro

L'export salverà il bilancio dell'industria ferrarese

Ferrara - Più che sul fronte interno, è dalla ripartenza (o dalla tenuta) di quello estero che le imprese ferraresi si aspettano un po’ di respiro per il II trimestre 2012, dopo un inizio d’anno con tanti segni meno e un bilancio complessivo del settore che resta comunque negativo.

L’estate dovrebbe portare invece risultati migliori, rispetto all’inizio dell’anno, alle imprese dei servizi avanzati e dell’ICT; mentre dal fronte del commercio le attese sono ancora pessimistiche o, tutt’al più, di stabilità.

E’ questo il quadro che emerge dall'indagine congiunturale dell'Osservatorio dell'economia della Camera di Commercio di Ferrara, riguardante l’andamento delle imprese industriali, commerciali e dei servizi nel I trimestre 2012 e le previsioni per il II trimestre dell’anno.

“Le nostre imprese stanno combattendo una vera e propria battaglia”, ha segnalato il presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati. “Ma lo fanno con spirito costruttivo, confrontandosi con una situazione interna ed internazionale di perdurante incertezza, aggravata dai tragici eventi sismici. Il loro ottimismo e la loro voglia di fare però non possono bastare: occorre uno sforzo per dar loro strumenti per riprendere la strada dello sviluppo”.

Nell'industria, la produzione è diminuita del 5,2% rispetto al primo trimestre del 2011 e dopo il -0,9% dei primi tre mesi del 2012. . Al calo di produzione e fatturato, non è rimasta estranea la domanda interna, che ha accusato una flessione dell’8,2%, consolidando il trend negativo degli ultimi tre mesi del 2011.

Le esportazioni hanno rappresentato l’unica nota positiva con un incremento del 2,5% rispetto al primo trimestre del 2011. Le industrie della meccanica e dei mezzi di trasporto hanno fatto segnare una crescita delle esportazioni del 7,4%, mentre sono apparsi più deboli i risultati conseguiti dagli altri settori. Come sempre, il contributo maggiore all’evoluzione della domanda estera è venuto dalle imprese con più di 10 addetti.

Gli ordini esteri crescono appena dello 0,3%, senza segnali di rilievo per alcun settore. Prosegue la crisi – avviatasi sin dal II semestre del 2008 – delle imprese commerciali, che riportano una perdita del 5,2%, soprattutto per quanto riguarda il commercio al minuto: il commercio al dettaglio di prodotti alimentari è quello che soffre di più: -10,4%, mentre si ripropone la relativa capacità di tenuta della Gdo, che ha chiuso il trimestre con un segno positivo (+2,8%, incremento maggiore a quanto si registra nel complesso in Emilia-Romagna, +1,7%).

Per agosto-settembre 2012, le aspettative delle imprese industriali rimangono improntate a un diffuso pessimismo rispetto al secondo trimestre dell’anno. L’outlook è, tuttavia, decisamente migliore per le imprese (poche, per la verità) con oltre i 50 addetti. Alla debolezza del mercato interno, si contrappongono le attese legate agli ordinativi esteri, che evidenziano segnali di segno positivo per tutte le classi dimensionali (a eccezione dell’artigianato). Poco positive anche le previsioni per le attività commerciali ed il turismo.

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