1 giugno 2012 - Ferrara, Cronaca

La Ferrara dei “furbetti”

Ferrara – La Guardia di Finanza di Ferrara, dopo quasi due anni di indagini, ha sgominato un’organizzazione criminale dedita alla frode fiscale, truffe e riciclaggio nel settore delle vendite di auto di lusso: 22 indagati, 4 imprenditori ferraresi agli arresti domiciliari e 2 persone in carcere.

L’operazione della Guardia di Finanza, chiamata “Dirty Renting”, si è svolta fra Ferrara, Bologna, Palermo e in Germania.

Proprio in Germania, infatti, venivano acquistate le auto incriminate: Francesco Sbarro, titolare di due società con sede a Ferrara ed Occhiobello – una di vendite auto on-line e l’altra inizialmente sita in Via Veneziani e poi trasferita a Bologna – acquistava automobili di lusso in Germania da un gruppo di siciliani capeggiati da Vito lo Piccolo.

Dal punto di vista formale, le auto venivano acquistate da una società “cartiera”, cioè fittizia, del bolognese il cui oggetto sociale era appunto il noleggio di autovetture e della quale Sbarro risulterebbe essere legale rappresentante.

La società “cartiera”, dunque, goduto dell’acquisto in esenzione di IVA (le vendita di auto destinate al noleggio gode infatti dell’esenzione in quanto bene strumentale all’attività imprenditoriale), prima procedeva alla re-immatricolazione delle autovetture servendosi di due agenzie di pratiche auto conniventi (una a Bologna e una a Palermo), a volte procedeva all’abbassamento o azzeramento dei chilometri delle autovetture grazie all’operato di un’autofficina della provincia di Mantova, e poi rimetteva sul mercato le auto a prezzi vantaggiosissimi, attirando folle di acquirenti.

I finanzieri hanno contato circa 500 automobili di lusso vendute tramite questo mercato parallelo, per un’evasione fiscale di più di 15.000.000 di euro – dei quali 3.000.000 solo per evasione del versamento dell’IVA.

Le indagini della Guardia di Finanza di Ferrara, dirette dai magistrati Nicola Proto e Filippo di Benedetto, hanno avuto inizio dopo la denuncia alla stessa GdF di alcuni cittadini che constatavano di aver comprato auto nell’autosalone di Sbarro ma di aver ricevuto fattura intestata ad un’altra società – la cartiera, appunto.

Ricostruito l’iter fiscale di queste vendite auto gli inquirenti sono arrivati in Germania e grazie ad Eurojust, nuovissimo organismo dell’unione europea che si occupa della cooperazione tra le autorità giudiziarie degli stati membri, hanno potuto collaborare secondo protocolli più snelli con la Polizia tedesca.

Al momento sono stati denunciati alle autorità 22 persone per associazione a delinquere, frode fiscale, falsità ideologica, truffa ed appropriazione indebita.

Fra questi Francesco Sbarro, Vito lo Piccolo (che è in carcere in Germania) e tre ferraresi: R.P. di 43 anni, T.S. 51 anni e B.P. di 58 anni – prestanomi e collaboratori di Sbarro.

Sono stati inoltre sequestrati 2 appartamenti, 1 tabaccheria di Ferrara, quote societarie e conti correnti intestati agli indagati per un valore complessivo di Euro 537.556.

Nel frattempo i finanzieri stanno anche valutando di procedere per incauto acquisto ed evasione di versamento di Iva contro gli acquirenti delle concessionarie di Sbarro. Secondo gli inquirenti, infatti, chi accetta di acquistare un’auto di lusso ad un prezzo ribassato fino ad un terzo del valore di mercato della stessa è in qualche modo anch’egli connivente con la frode fiscale. In modo particolare, gli acquirenti che hanno acquistato le auto in regime di professionisti o imprenditori saranno tenuti a versare in solido il 50% dell’IVA che attraverso la frode è stata sottratta dalle casse dello Stato.

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