21 maggio 2012 - Ferrara, Cronaca, Terremoto Emilia

Terremoto a Ferrara: la notte più lunga

foto Geppy Toglia

Ferrara - E’ trascorsa con poche scosse di rilievo la notte del dopo-terremoto che ieri ha messo in ginocchio le province di Ferrara e Modena (vedi articolo): lo sciame sismico non si è ancora arrestato ma l’intensità del centinaio di scosse registrate dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia oscillano fra i 2 e i 3.7 gradi della scala Richter.

Le condizioni pessime del tempo hanno tenuto in casa i molti che avevano deciso, in un primo momento, di passare la notte in auto: ieri sera un comunicato della Polizia invitava a diffidare di chi suggeriva di non restare nelle abitazioni per la notte e, anzi, a denunciarli alle forze dell’ordine per evitare episodi di furto e sciacallaggio. Il capo della Protezione Civile ieri aveva ribadito più volte che la priorità era mettere in sicurezza e all’asciutto le persone rimaste senza casa e quelle che, al momento non possono rientrare nelle proprie abitazioni per le verifiche di agibilità.

Nel ferrarese gli sfollati sono stati circa un migliaio in tutta la provincia, ospitati dalle strutture comunali: 100 nel Comune di Ferrara, 200 nel Comune di Cento, altre 200 persone nel Comune di Bondeno; circa 150 nel Comune di Mirabello; circa 85 nel Comune di Vigarano Mainarda; circa 100 del Comune di Sant’Agostino (che sono state alloggiate però presso strutture ricettive site nel Comune di Ferrara) e circa 60 nel Comune di Poggio Renatico.

Diversi i disagi segnalati per le forniture di acqua, luce e gas, in modo particolare a Scortichino di Bondeno e San Carlo di Sant’Agostino, dove circa 800 contatori risultano, al momento, chiusi in via precauzionale in attesa delle verifiche della giornata. Restano chiusi uffici pubblici, scuole, università e attività commerciali. Oggi tre squadre del Dipartimento della Protezione Civile e dell'Ingv saranno ancora lavorando per la valutazione dei danni (vedi articolo).

Nella giornata di ieri sono state installate 15 stazioni di rilevamento nell'area dell'epicentro per potenziare la Rete nazionale e si rincorrono le spiegazioni circa questo episodio sismico così devastante in una zona da sempre giudicata “tranquilla”: l’ipotesi più accreditata è che la placca adriatica “prema” verso nord-est alla velocità di 4 millimetri all'anno, e si solleva nello sforzo di “cavalcare” la Pianura Padana.

Un fenomeno particolare che segnalano i sismologi che nella notte fra sabato e domenica, diverse ore prime della scossa, l’acqua dei pozzi si è alzata notevolmente di livello, in alcune zone è risalita dai tombini, portando con se una lunga lingua di fango che ha allagato le strade in diverse località, come a San Carlo.

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