27 aprile 2012 - Ferrara, Cronaca

Operazione antidroga passa per Ferrara

Ferrara - Un'operazione lunga più di due anni e coordinata prima dal Commissariato "Garibaldi-Venezia" di Milano e successivamente dall'Autorità Giudiziaria, in collaborazione con varie Questure del nord Italia attraverso le squadre mobili locali e la Polizia Penitenziaria.

“La Perla”, questo il nome dell'operazione (il primo indagato si chiama Perlala), ha portato all'emissione da parte del giudice dott.ssa Stefania Donadeo del Trbunale di Milano di undici condanna di custodie cautelare tra la Lombardia e l'Emilia Romagna, per la precisione tra la Provincia di Ferrara e Ravenna.

Molti degli inquisiti, quasi tutti, erano già noti alle forze dell'ordine ed alcuni di essi erano già colpiti da provvedimenti restrittivi.

Il materiale sequestrato (la maggior parte a Cremona) è di vario tipo: 20,746 kg di eroina, 1,531 kg di cocaina, 30kg di sostanze chimiche per il “taglio”, stampi, presse idrauliche, bilance e bilancini per la preparazione e la distribuzione della droga.

L'organizzazione criminale, basata su un sistema piramidale, era composta da un totale di 11 persone, otto albanesi e tre italiani (35 anni è l'età media) che secondo gli inquirenti agivano acquistando le sostanze stupefacenti direttamente dall'Albania, per poi distribuirla nelle piazze del capoluogo lombardo e di altre regioni del nord-Italia. I componenti dell'organizzazione si avvalevano di veicoli, telefoni ed abitazioni intestati a terze persone e pertanto ritenuti "sicuri" per la custodia e la lavorazione della droga. Le consegne ai distributori locali avvenivano grazie ad un corriere residente a Milano (uno dei tre italiani arrestati).

La squadra mobile di Ferrara è stata coinvolta nelle operazioni perché due dei tre italiani arrestati risiedevano a Codigoro, frazione Mezzogoro, e secondo gli inquirenti operavano in Provincia di Ferrara. Si tratta di Davide Bianchi di 44 anni e della moglie Catia Marchetti, 41 anni, entrambi già arrestati il 19 aprile 2010 con l’accusa di detenzione a scopo di spaccio di sostanze stupefacenti. Il marito era già detenuto presso la casa circondariale di Ferrara mentre per la moglie sono scattati gli arresti domiciliari.

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