I Notai e la Città

La prossima settimana il Convegno del Notariato porterà a Ferrara più di 180 professionisti da tutta Italia
13 Aprile 2012 |  Cronaca | Cultura e Spettacoli | Economia & Lavoro | Eventi | Ferrara |

Il Convegno, organizzato dalla Fondazione Nazionale del Notariato, sarà dedicato a  “La funzione del Notaio nella circolazione dei beni culturali”  ed avrà due sessioni di lavoro: la prima venerdì pomeriggio e la seconda sabato mattina. “Il tema del convegno è estremamente attuale. – ha spiegato il Notaio Patrizia Bertusi Nanni – Nel nostro paese i vincoli di legge imposti dal Ministero e legati al patrimonio artistico-culturale sono particolarmente restrittivi, il che porta ad una trafila inconsueta per il trasferimento dei beni stessi rispetto alla situazione degli altri paesi. Nel Convegno, grazie agli interventi di relatori di altissimo profilo, verranno affrontati tutti i punti critici della questione”.

Per i circa 180 Notai attualmente iscritti, il Convegno non sarà solo un momento di studio: per rendere più gradevole il breve soggiorno ferrarese il Consiglio Notarile di Ferrara ha organizzato per loro diversi eventi culturali. In collaborazione con un’agenzia turistica ferrarese sono state previste visite guidate ai principali monumenti della città mentre, grazie alla collaborazione dell’ASCOM, sono state stipulate con gli esercenti del centro storico convenzioni per sconti speciali ai Convegnisti e ai loro accompagnatori, nonché promozioni sui prodotti tipici del territorio. “Gli obiettivi del Convegno sono molteplici – ha chiarito il Presidente del Consiglio Notarile di Ferrara, Dott. De Mauro Paternò Castello – Tralasciando l’intento di studio, ci piacerebbe innanzitutto promuovere le ricchezze artistiche e culturali di Ferrara, rendendola più accogliente - proponendo iniziative speciali per gli ospiti - e poi avvicinare il mondo del Notariato alla città, come parte integrante del suo tessuto sociale ed economico”.

Perché i cittadini non si sentano “esclusi” da questo mondo, il Consiglio ha organizzato per la serata di venerdì uno spettacolo ad ingresso libero presso il Comunale di Ferrara: sul palco si alterneranno il Gianluca Guidi 8et e la Notar Jazz Band – che come dice il nome è composta da Notai di tutta Italia. Lo spettacolo sarà inoltre presentato e condotto dal comico Duilio Pizzocchi. L’entrata è gratuita ma è necessario prenotare; nel corso della serata verranno raccolti fondi già destinati a finanziare la ricerca del Dott. Zamboni. “Il nostro è l’ennesimo tentativo di riavvicinare i cittadini e per questo la manifestazione si chiama “I Notai con la città” - ha chiarito il Dott. Alessandro Mistri –  Spesso la stampa passa alla gente informazioni distorte o completamente errate rispetto alla nostra professionalità e questo evento vuole essere un primo passo per colmare queste lacune”. L’organizzazione dell’evento è di Blue Tower con il contributo di Ascom Ferrara, Banca Marche, Porche Italia - è singolare che eccetto l’ASCOM non ci sia un solo altro sponsor ferrarese.

 

 

 

Commenti

beh, banche e Porche Italia

beh, banche e Porche Italia come sponsor la dicono lunga ;)
Ci dovrebbe essere un notaio ogni settemila abitanti ma in Italia sono in tutto meno di 5000 a fronte dei 5700 già previsti per legge e mai coperti.
La concorrenza di fatto non esiste, e le tariffe restano salatissime.
Il giochetto è stato possibile grazie a bandi irrisori (non corrispondenti al numero delle sedi vacanti) e grazie al fatto che dal bando alla nomina passano dai 2 ai 5 anni.
La riforma del sig. Monti ha aumentato i notai di sole 500 unità dopo gli annunci urbi et orbi sulle liberalizzazioni 
imponendo lacrime e sangue alle categorie professionali meno agiate.
Ma questo aumento è destinato a rimanere sulla carta così come come sula carta sono rimasti finora i 1000 posti liberi già previsti dalla legge, perchè non è cambiato il meccanismo concorsuale.
Si deve considerare che nel frattempo ogni anno circa un centinaio di notai vanno in pensione.
E' palese che in realtà i nuovi notai andranno semplicemente a sostituire quelli vecchi.
I notai vogliono essere veramente vicini alla città?Siano vicini ai cittadini, in particolare a quelli in difficoltà.
Scendano dal piedistallo sociale ed economico in cui si sono autoposti.
 

 

Il "meccanismo concorsuale"

Il "meccanismo concorsuale" come sopra definito può essere certamente criticabile quanto alla lunghezza del procedimento che porta al decreto di nomina (perchè i Notai sono pubblici ufficiali e il loro numero è programmato dal Ministero della giustizia e non "chiuso" come erroneamente si sente in giro), ma assolutamente NON con riferimento al grado di selettività e di difficoltà, che impone una preparazione che un semplice laureato in giurisprudenza non può in alcun modo avere, se non dopo anni di studio.

Quindi le "liberalizzazioni" non possono e non dovrebbero riguardare i pubblici ufficiali, che non sono negozianti, non sono benzinai, non sono venditori (con assoluto rispetto per le categorie dette), ma sono al servizio della legalità e dello stato.

Si possono programmate anche 5.000 notai in più ma, a parte che lo stato attuale dell'economia non consentirebbe l'assorbimento di un simile numero, non si troverebbero sufficienti canditati adeguatamente preparati, come dimostrato dal fatto che spesso i concorsi con 200-300 posti non riescono ad assegnare tutti i posti.

Quando  si parla di una materia, bisogna sempre conoscerla a fondo, altrimenti si rischia di cadere nei soliti luoghi comuni. 

Se sono dei pubblici

Se sono dei pubblici ufficiali perché non percepiscono uno stipendio come tali? Magari non come un pubblico ufficiale "normale" ma anche come dirigente. Perché non dovrebbero avere uno stipendio ma bensì un'entrata rapportata a qualcosa che non è nulla di differente di una qualsisi attività imprenditoriale?
Convengo che i notai non siano di certo negozianti, ma purtroppo spesso si comportano come tali.
Basti vedere le lotte furibonde che in alcuni casi accadono tra di loro per abbassare le parcelle pur di accaparrarsi un cliente.
E chi controlla su questa cosa? I notai stessi?
Perché se un artigiano commette un errore nell'emettere una fattura viene giudicato da un organo esterno, mentre i notai devono controllare l'operato degli stessi?
Io sono dell'idea che l'attuale stato dell'economia non consente di poter pagare tanti passaggi burocratici in più, tasse a parte he già ci strozzano. Non si parla solo di posti a concorso in più.
Quando si parla di una materia si studia per conoscerla a fondo e poi metterla a disposizione degli altri e non la si studia soltanto per essere depositari di una scienza utile a sfruttare economicamente la situazione. 

Ecco che viene fuori il vero

Ecco che viene fuori il vero motivo di ogni critica al notariato: non certo critiche basate sulla serietà della prestazione svolta, sulla sicurezza o meno dell'atto posto in essere, sulla lunghezza o meno del concorso etc etc..queste critiche meriterebbero certo risposte serie e articolate.

Così come seria e meritevole di approfondimento dovrebbe essere la critica circa il fatto che ci sia la "guerra" delle tariffe e che certi notai (solo alcuni però) si comportino come negozianti..questo sì è meritevole di censura e dovrebbe essere affrontato dalle COREDI. Questo svilisce il lavoro del Notaio che non dovrebbe preoccuparsi di ottenere il maggior numero possibile di clienti, ma dovrebbe garantire la legalità degli atti e la funzione anti processualistica (sì perchè bisognerebbe anche dire che il tasso di litigiosità nei paesi di notariato latino è molto più bassa che negli altri).

E invece quello che sembra infastidire di più è solo l'aspetto economico, senza tener conto che uno studio notarile dà lavoro a diverse famiglie e sostiene tanti costi e che una buona parte di ciò che si versa al notaio non è onorario ma imposte che il Notaio gira allo Stato.

La tariffa chiara e trasparente dovrebbe essere il faro, non certo la totale deregulation e la lotta a chi fa il preventivo più basso.

La verità è che lo Stato ha bisogno dei notai, che impediscono l'evasione delle imposte indirette  nei trasferimenti di beni.

Pensate che sia meglio il sistema anglosassone di vendita degli immobili? Approfondite la materie e vedrete che bella sicurezza giuridica acquistare una casa senza esser certo che chi te la vende è davvero il proprietario o che non ci siano vincoli sulla stessa. CERTEZZA DEL DIRITTO. Solo questo è il valore primario da seguire. E questa certezza la danno i registri immobiliari e i pubblici ufficiali (notai) che compiono le visure in  quei registri e accertano SOTTO LA LORO RESPONSABILITà che non ci sono vincoli o gravami.

Se sbagliano, i notai pagano, perchè hanno responsabilità disiciplinare (diversi sono i sistemi di controllo e non è vero che l'organo di controllo sia costituito solo da membri interni) e professionale verso i clienti (tant'è vero che tutti i notai sono assicurati).

Che poi la situazione economica sia quella che sia non è certo colpa dei notai, che anzi garantiscono il gettito fiscale verso lo stato e collaborano nell'anti riciclaggio avendo repsonsabilità anche in quel senso.

Io non mi permetterei mai di criticare una categoria di persone solo perchè guadagna tot o meno, non è lì che si vede la qualità e l'eccelenza delle prestazioni. Critico un lavoro quando è fatto male.

E per chi è entrato da poco nel ruolo è tutt'altro che facile affrontare tante responsabilità e tanti costi, anche economici. Ma l'attività notarile la si fa non solo per la remunerazione economica (ci sono dirigenti che guadagnano ben più di vari notai e penso che diversi notai farebbero volentieri "cambio" con questi dirigenti), ma anche per la volontà di applicare il diritto e farlo con la massima sicurezza per le parti.

Questa è la pura e semplice realtà, così come tante altre verità dovrebbero essere affermate con riguardo ai numeri, molto lontani dai luoghi comunu.

ma su, adesso non facciamo

ma su, adesso non facciamo come Marchionne che va ringraziato perche da' lavoro agli operai, la montedison che regala il cancro a tanti con la scusa di dare lavoro a pochi e quindi i notai danno lavoro alle famiglie ferraresi!!!!quante persone ci lavorano?400??? su quanti milioni di euro di guadagno????

 

Se permette io devo mettere

Se permette io devo mettere in dubbio anche la serietà della prestazione svolta (per fortuna non da tutti).
Come esperienza personale le posso confermare che mi è capitato pagare di tasca mia una rettifica ad un atto sbagliato dal notaio (molti forse non la farebbero pagare). Motivazione?Avevo sottoscritto io l'atto d'acquisto ed il notaio aveva solo accertato la mia identità (io so di essere io, ma per lo stato non è così). L'atto naturalmente l'aveva preparato lui (quanti atti prepareranno i notai e non le loro impiegate?quanti leggono l'atto prima della stipula?).
Non credo siano leggende metropolitane che parlano di notai del centro di ferrara che in alcuni casi neanche si vedevano per l'autentica della firma di scritture private o di vendite auto.
Mi permetta ancora: rispondo anche all'altro signore (lui però non è notaio come lei). non voglio un sistema di tipo anglosassone, ma per favore non mi si parli di certezza di diritto perché sorrido. Idem se mi si parla di visure. Ho accertato che il campione di giurisprudenza (di cui non ne capisco molto) dotato di sigillo oltre ad avermi fatto pagare la rettifica non aveva neanche fatto una visura.
Mi dirà che ci sono pecore nere, ed io concordo perché per fortuna i notai, diversamente da altre categorie professionali, hanno meno mele marce.
Ma direi che paghiamo troppo per tutto il piccolo cestino, molto piccolo, di mele, comprese quelle andate a male.
Sono d'accordo anche col fatto che la crisi economica non sia colpa dei notai, ma diciamo che però i notai hanno cavalcato molto l'onda della bolla speculativa immobiliare che è esplosa da qualche anno (questo è uno dei nomi della crisi). Idem per la questione della competitività:
E' giusto che per aprire una ditta tra parcelle di notaio, avvocato e commercialista debba spendere una valore pari alla quota sociale minima?Non è questione di gelosia nei confronti di chi guadagna di più, anche se conosco tanti soggetti che lavorano altrettanto sodo, sono preparati come e più dei notai, ma attualmente sono precari perché mamma e papà non facevano il lavoro giusto per far fare loro i notai.
Non è un luogo comune, ma non mi risulta ci siano notai che avevano un'estrazione sociale bassa prima di diventare tali. Anche questa è la pura è semplice realtà ed anche io, come lei del resto, sto affermando la mia verità (che non sempre corrisponde al vero) senza citare numeri.
Se ci fosse un convegno di dirigenti che vogliono avvicinarsi alla gente non condividerei neanche quello, idem per uno di farmacisti, di banchieri, o di politici (per quelli utilizzerei parole ben più feroci).
 

e quindi preferiresti abolire

e quindi preferiresti abolire completamente la categoria ed arrivare ad un sistema tipo americano?

no. Non vorrei. Ma anche il

no. Non vorrei. Ma anche il nostro sistema non va bene perché ci sono troppi soggetti che speculano sul meccanismo pesante della nostra burocrazia. Gli stessi soggetti che quando fanno consulenze sputano sul sistema dello Stato guadagnano fior di quattrini sfruttandolo. L'unica cosa che importerei del sistema americano è il metodo di perseguire gli evasori.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <p> <br>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

To prevent automated spam submissions leave this field empty.
You24
Tavolazzi torna alla carica: Hera nasconde la verità -
I Grilli Estensi sulla sicurezza in città -
Il PD nella Cento del Futuro -
arte
Galleria Tortora Agostino -
Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo De Pisis" -
Galleria Lux -

Contenuti più visti