I retroscena del conflitto in un libro per la pace
Giovedì 23 febbraio, alle ore 18, presso la libreria Melbookstore di Ferrara si terrà la presentazione del libro “La chiamavano guerra. Appunti di viaggio sulla pace e sull'arte di costruirla”.
Questo libro svela i meccanismi che oppongono la costruzione della pace alle spinte nazionaliste, dell’odio etnico, della sopraffazione e della violenza. Uno di questi meccanismi consiste nel far credere all’opinione pubblica che la guerra non esiste più. “Il termine guerra è tenuto lontano dagli strateghi della comunicazione – si legge nel volume -, vuoi per ottenere consenso nei percorsi parlamentari e dall’opinione pubblica, vuoi per non disturbare l’andamento dei mercati e delle borse con notizie troppo allarmanti. Ma anche per non risvegliare troppo quella coscienza collettiva che, se informata, si leverebbe contro ogni disavventura di conquista o scellerato progetto di intervento militare. Ed ecco che proprio loro, i militari, hanno inventato e diffuso la nuova veste della guerra: il peacekeepin”.
Sarà presente l’autore,l Davide Berruti, e interverranno il vicesindaco Massimo Maisto e Daniele Lugli, presidente del Movimento Nonviolento.
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