Pesca abusiva negli allevamenti di cozze
Continuano i controlli della Guardia Costiera a tutela della Sicurezza della Navigazione e del rispetto della disciplina della pesca in mare. Nel fine settimana è stato sorpreso un peschereccio che pescava strascicando all’interno delle concessioni di pesca riservate alla coltivazione delle cozze che si trovano al largo di Porto Garibaldi. Sono state sequestrate al comandante dell’unità, attirato dalla particolare ricchezza di pesce all’interno delle concessioni, circa 50 metri di reti utilizzate per l’illecito ed è stata comminata una sanzione di 1032 euro.
Medesimo sequestro è stato applicato al pescatore, tuttora ignoto, che ha calato le sue reti da posta all’interno delle stesse concessioni. Il personale della Motovedetta ha dovuto salpare a mano circa duecento metri di rete di tipo “Tramaglio” rinvenendovi circa 20 chili di pesce assortito e ancora vivo subito ceduto in beneficenza.
Nel corso della giornata di ieri, inoltre, il personale ispettivo della Guardia Costiera, incuriosito dal prezzo singolarmente basso al quale venivano vendute delle sogliole, ha provveduto a controllare una pescheria a Porto Garibaldi rinvenendo circa 10 chili di sogliole sotto misura. Richiesto di indicare la provenienza del pescato, il commerciante non è stato in grado di esibire alcun documento commerciale. Sopraggiunto nel frattempo il personale veterinario dell'Ausl di Ferrara, venivano altresì prelevati dei campioni di pesce al fine di valutarne lo stato di freschezza. L’esito dei campionamenti potrebbe aggravare la posizione del commerciante. Il pescato è stato comunque sottoposto a sequestro penale in quanto di dimensioni inferiori alla taglia minima comunitaria ed è stata comminata la sanzione amministrativa di 1500 euro per la mancata tracciabilità della sua provenienza.
Il Comando della Guardia Costiera raccomanda a tutti i pescatori di rispettare il divieto di pesca all’interno delle aree interdette anche a salvaguardia dell’integrità degli impianti di pesca e a tutti gli esercenti delle pescherie di non detenere esemplari di pesci, crostacei o molluschi al di sotto delle dimensioni minime previste dalla legge custodendo sempre presso l’esercizio commerciale copia della documentazione fiscale di accompagnamento della merce in modo da poterne giustificare la provenienza e la natura.
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