9 gennaio 2012 - Ferrara, Economia & Lavoro

Trenta giovani 'accompagnati' a fare impresa

Al via il progetto Start up di Camera di Commercio e associazioni di categoria

30 giovani sotto i 35 anni che aspirano ad avviare un’impresa avranno la possibilità di beneficiare dei finanziamenti (fino a 10.000 euro) e dei servizi di accompagnamento previsti dal progetto Start up, nato dalla collaborazione tra la Camera di Commercio di Ferrara e le associazioni territoriali di categoria.

L’iniziativa, che partirà a marzo 2012, prevede un budget di 200.000 euro per finanziare, in particolare, le spese sostenute per parcelle notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, la redazione del progetto d’impresa, la consulenza specialistica nelle aree del marketing, della logistica, della produzione, del personale, dell’organizzazione, dei sistemi informativi, economico-finanziaria e della contrattualistica, le analisi di mercato, i piani di comunicazione e i canoni di affitto dei locali sede dell’attività d’impresa. Creare insomma un vivaio, una sorta di ambiente protetto, dove giovani con il pallino del business possano coltivare le loro idee e metterle in pratica, utilizzando gli strumenti che pubblico e privato mettono a disposizione.

“I dati del nostro Osservatorio dell’economia – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio Commercio di Ferrara - dicono che nel 2011 le imprese ferraresi che hanno chiuso un anno dopo avere aperto sono state oltre 700. Sicuramente la crisi mondiale in corso ha favorito queste cessazioni. Ma non è possibile ignorare il fatto che una delle principali cause di morte prematura delle imprese sia l’eccessiva improvvisazione dell’imprenditore o dell’aspirante imprenditore, che ha bruciato troppo in fretta le sue tappe, oppure si è fidato unicamente del suo “fiuto” imprenditoriale senza considerare gli aspetti più complessi del suo business. Raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare l’idea di impresa che si ha in mente, non è mai tempo perso, consente anzi di ridurre drasticamente il rischio di un fallimento. La Camera di Commercio – ha proseguito Roncarati - è impegnata nel favorire e sostenere la creazione di nuove imprese non solo attraverso la semplificazione amministrativa, ma anche, con il supporto delle associazioni di categoria, accompagnando le migliori idee alla elaborazione del business plan, fornendo informazioni sul microcredito e sugli eventuali bandi di concessione di contributi pubblici da parte della Regione e dello Stato”.

L’indagine della Camera di Commercio parla chiaro: a Ferrara il percorso che conduce da una idea di impresa alla sua realizzazione non è affatto semplice. Le difficoltà burocratiche, gli oneri fiscali, i problemi di mercato, le carenze di finanziamenti, l’insufficienza delle fonti di informazione sono tutti fattori che spesso rendono difficile la concretizzazione dei progetti e rischiano anche di logorare le originali motivazioni, normalmente molto forti, che avevano portato gli aspiranti imprenditori a voler avviare l’attività. Non a caso, nella nostra provincia la mortalità delle imprese nel primo anno di vita continua ad essere elevata. In particolare – fanno sapere dall’Ente di Largo Castello - le difficoltà dei processi di natalità rischiano seriamente di penalizzare i soggetti più deboli, come, ad esempio, le imprese formate da persone giovani con minore esperienza e quelle formate da donne alle prese anche con responsabilità familiari. Ciò nonostante, a Ferrara le nuove imprese rappresentano circa il 60% delle iscrizioni che ogni anno si registrano in Camera di Commercio. Il restante 40% riguarda essenzialmente filiazioni da imprese già esistenti, subentri o ristrutturazioni aziendali. L’impatto occupazionale. Si tratta di numeri rilevanti anche in termini di potenziale impatto occupazionale. L’indagine della Camera di Commercio evidenzia che ogni nuova impresa crea in media 1,37 posti di lavoro al primo anno di vita, con un’ulteriore crescita del 12% entro il secondo anno. I nuovi imprenditori: giovani di 35 anni e di sesso maschile. L'analisi delle informazioni rese disponibili dalla camera di Commercio consente di abbozzare un profilo del "fondatore d'impresa": ha mediamente 35 anni (il 38,6% ha da 25 a 35 anni ed il 29,6% da 35 a 49, il 18,1% fino a 25 anni e il 13,7% oltre 50) ed è prevalentemente di sesso maschile (oltre il 75% del totale). Il settore di appartenenza è però molto importante, tanto da rendere, in alcuni casi, il profilo standard un’immagine inadeguata. I servizi alle persone, ad esempio, vedono la maggiore concentrazione di neo-imprenditori giovani in prevalenza di sesso femminile: l'età media si abbassa (il 22,6% ha meno di 25 anni) e la quota di donne sul totale è pari al 51,9%. Le esperienze imprenditoriali animate da donne si concentrano maggiormente – oltre che nei servizi alle persone – nelle attività legate al turismo (32,9%) e alla sanità (41,9%). I neo imprenditori prediligono fondare una propria attività ex novo piuttosto che acquisire una impresa esistente. Semplificare per contrastare la rapida "mortalità" delle nuove imprese e favorire l’occupazione. Sempre secondo l’indagine della Camera di Commercio, le maggiori difficoltà che le imprese ferraresi si trovano ad affrontare nella loro lotta per la sopravvivenza sono quelle legate alla burocrazia (come segnala il 39,8% dei neo-imprenditori) e al costo del lavoro (32,7%). Le nuove imprese non chiedono tanto finanziamenti pubblici, quanto piuttosto infrastrutture e servizi reali come quelli dell’accesso al credito, della formazione, del reperimento di personale specializzato.

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