26 gennaio 2011 - Ferrara, Cultura e Spettacoli

Museo della Shoah, scelto il progetto

Lo studio Arco-Architettura è stato eletto vincitore del bando della fondazione Meis

Alla presenza del direttore regionale del Ministero dei Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna Carla Di Francesco, del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, dell’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari e dei membri della giuria, si è svolta la cerimonia di attribuzione dei premi per il Concorso Internazionale di progettazione del Meis, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.

Il concorso, bandito dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna del Ministero per i Beni Culturali, ha come finalità l’individuazione di progetti atti a recuperare alla città il complesso delle ex Carceri di via Piangipane per farne un museo atto a divulgare la storia, il pensiero e la cultura dell’ebraismo e ad ospitare convegni e mostre sui temi della pace e della fratellanza tra i popoli.

Per ottemperare a queste finalità, nel 2006 è stata istituita la Fondazione Meis, alla quale partecipano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Ferrara, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC).

Il progetto vincitore, scelto tra 52 proposte esaminate dalla giuria composta dal prof. Roberto Bonfil, dagli architetti Guido Canali e Margherita Guccione, dall’arch. Carlo Magnani e presieduta dall’arch. Carla Di Francesco, ha convinto i giurati per la sua forte espressività simbolica. La concezione architettonica della struttura “è aperta, il Museo è anche parco, limite, percorso, libro, piazza, strumento di comunicazione”. Il materiale prevalente è il vetro, che rende la struttura trasparente favorendo lo scambio interno/esterno con la città: “come un diaframma permeabile, l’edificio deve essere capace di aprirsi e modificarsi per stringere relazioni con la città e il suo contesto civile, naturale, storico e fisico”.

E’ risultato vincitore del primo premio lo studio Studio Arco-Architettura con sede a Bologna, il cui legale rappresentante pro-tempore è l’Ingegner Mauro Checcoli, con la seguente menzione: “per la qualità della soluzione proposta che vede un intervento misurato e flessibile, di grande permeabilità urbana. Notevoli le potenzialità comunicative sul piano simbolico”. Al vincitore verranno assegnati 60.000 euro e la progettazione della struttura museale, che prevede un impegno di spesa di 30.000.000 di euro e che occupa con i soli edifici – di cui due terzi di nuova costruzione – un’area di 7.900 metri quadrati.

Il secondo premio, che prevede un assegno di 40.000 euro, è stato conferito alla società Ove Arup & Partners International Limited con sede legale a Londra, rappresentata da Alain Robert Michel Marcetteau con la seguente menzione: “per la potenza e l’originalità dell’interpretazione dell’edificio storico che viene risignificato con l’uso espositivo”.

Il terzo premio, a cui andrà la somma di 20.000 euro, è stato vinto da Politecnica Società Cooperativa con sede a Modena , con capogruppo e legale rappresentante l’Ingegner Gabriele Giacobazzi con la seguente menzione: “per l’interessante soluzione che rilega e valorizza la preesistenza in un intervento unitario particolarmente attento all’organizzazione e ai percorsi museali”.

“Con la conclusione del Concorso di Progettazione si è concretizzata una fase importante – così commenta a conclusione dei lavori Carla Di Francesco -. Ha vinto un progetto che ha molte qualità: è permeabile, quindi rivolto alla città, flessibile e capace di forti contenuti simbolici. Si conferma la validità dello strumento del concorso che ha permesso alla giuria di valutare numerose proposte di alto livello provenienti da tutto il mondo”.

Il sindaco Tagliani ringrazia la commissione tecnica “per il lavoro di grande concentrazione svolto” e invita tutte le forze della città ad unirsi per passare alla fase realizzativa, augurandosi che il Museo diventi un volano per una città sempre più aperta alle altre culture.

“Sono contenta – aggiunge l’assessore Fusari – che abbia vinto un gruppo di progettisti giovani proveniente da tutto il mondo, da Roma, dagli Stati Uniti, da Bangkok e dalla stessa Ferrara, capeggiato da uno studio di Bologna a che ci dà grande garanzia”.

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