17 dicembre 2010 - Ferrara, Cronaca, Politica

Brindisi con bilancio per la Provincia

Conferenza di fine anno per la presidente Zappaterra e la sua giunta

"Tre cose ci sono state a cuore durante questo 2010: la situazione economica, innovare le politiche pubbliche e aiutare chi è in difficoltà". E’ stato questo l’esordio della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, aprendo la consueta conferenza stampa di fine anno. Incipit cui è seguita una breve introduzione per lasciare spazio alle domande dei giornalisti. "Abbiamo voluto consolidare i rapporti istituzionali, partendo dai Comuni del territorio – ha proseguito – per rafforzare le scelte condivise".

Proprio quello della condivisione e di un maggiore gioco di squadra è stato il filo conduttore dell’incontro. Se è tuttora in corso una crisi economica, occupazionale e sociale – è stato il ragionamento - questa colpisce prevalentemente le realtà più fragili. E Ferrara, al di là degli esiti più o meno altalenanti delle varie indagini sulla qualità della vita ha ancora punti deboli che vanno rinforzati. "Ma non tutte le colpe sono della politica – ha puntualizzato la presidente – e le polemiche che spesso si sentono servono di fatto solo a dividerci. Occorrerebbe, invece, unirci di più sulle priorità fondamentali per trasformare – è stato l’appello – i nostri punti deboli in punti di forza". Un discorso che non si è fermato al livello generale ed astratto delle cose, ma che ha fatto riferimento alla Cispadana, rispetto alla quale due settimane fa è stata firmata la convenzione, oppure all’Idrovia, con la pubblicazione di due bandi per la realizzazione dell’infrastruttura fluviale. Due esempi per sostenere la tesi secondo la quale quando ci sono volontà e unità d’intenti i risultati arrivano.

Sugli appalti, poi, la presidente si è concessa una breve digressione: "Non li facciamo più al massimo ribasso, ma sulla base dell’offerta più vantaggiosa, anche se questo non significa automaticamente zero ricorsi". Sollecitata sui rapporti con i sindacati, la presidente ha replicato: "Abbiamo lavorato su noi stessi, ci siamo messi in discussione, perché una Provincia che sa usare al meglio le proprie risorse è segno che vuole dare il massimo in termini di servizi ai cittadini". Ma su quali priorità occorre puntare, anche facendo appello alle opposizioni? Sono innanzitutto le infrastrutture e Marcella Zappaterra le ha elencate: E55, SS 16 e la risoluzione del nodo Lido Estensi-Strada Romea, Tunnel o non tunnel. "Vogliamo trovare insieme con l’opposizione e coi parlamentari a Roma delle soluzioni e picchiare insieme i pugni sui tavoli della capitale o vogliamo continuare il gioco del rimpallo delle responsabilità, quando sappiamo bene, tra l’altro, che specie per queste infrastrutture, le realtà locali possono fare poco?".

"Noto con preoccupazione – ha dovuto registrare – che le divisioni si stanno consolidando, specie nelle associazioni: dal mondo agricolo, ai sindacati, alle associazioni datoriali. Noi stiamo cercando di fare sintesi, anche se con sforzi crescenti". "Sulle distanze verificatesi con i sindacati sulla trattativa per il personale – ha poi risposto ad una sollecitazione – più che imbarazzo politico c’è dispiacere per l’interruzione delle relazioni. Dispiacere perché così si perde tutti quanti". Un rammarico che è stato espresso pur nella decisione di sostenere la bontà di una posizione che fa capo all’impegno per una gestione corretta e trasparente di risorse che sono dei cittadini, a maggior ragione quando sono in diminuzione. Con queste premesse è partito il disegno di riorganizzazione della Provincia – come è stato ribadito – compreso quello che sta toccando l’assetto dei Centri per l’impiego: "Sentiamo nostra la responsabilità – è stata la sottolineatura – di compiere delle scelte sempre nell’interesse dei cittadini. Sarebbe bello farlo insieme con i sindacati. Noi comunque – ha chiuso sull’argomento – continueremo a discutere nel merito delle questioni e non sui principi".

Sulla prospettiva di far uscire gli investimenti dal computo per il patto di stabilità – come è nelle intenzioni della Regione Emilia-Romagna – la parola è passata all’assessore Davide Nardini. "L’idea di rideterminare il patto di stabilità con le realtà locali e non sul piano astrattamente nazionale è una buona cosa – ha detto Nardini – anche se manca ancora l’ok definitivo di Tremonti". Si tratta di una decisione che, se adottata in via definitiva, potrà sbloccare investimenti e rendere più fluidi i rapporti con imprese e fornitori. Gli esempi fatti in proposito hanno riguardato la possibilità di spendere i fondi europei e quelli dell’Idrovia senza più patemi d’animo dal punto di vista contabile. "Se gli investimenti non escono dal computo del patto di stabilità – ha concluso - i 145 milioni della sola Idrovia da spendere complessivamente nei prossimi anni, sono difficili da sopportare a livello di bilancio per una realtà locale come Ferrara, pur avendoli in cassa".

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