7 dicembre 2010 - Ferrara, Cultura e Spettacoli

A Ferrara Sherlock Holmes incontra la Neurologia

Interessante excursus sull'evoluzione delle tecniche investigative

Si terrà giovedì alle ore 14,30 nell’Aula Magna del Rettorato (via Savonarola, 9), la tavola rotonda “Sherlock Holmes: tra semeiotica medica e tecniche investigative”, quarta edizione di una serie di incontri culturali inerenti Scienze Neuropsichiatriche e Tecniche Investigative che mettono a confronto i clinici e gli alti esponenti del Nucleo RIS dell’Arma dei Carabinieri.

L’iniziativa, organizzata dal Direttore della Clinica Neurologica, Prof. Enrico Granieri insieme ai docenti delle Scuole di Specializzazione di Neurologia e Neurochirurgia dell’Università di Ferrara, lo psichiatra dott. Marino Gatti e il neurologo Dottor Patrik Fazio, si svolge in collaborazione con il Nucleo Investigativo RIS di Parma nell’ambito delle attività culturali e scientifiche promosse dal Dipartimento di Discipline Medico-Chirurgiche della Comunicazione e del Comportamento di Unife. Negli scorsi anni la Clinica Neurologica aveva già proposto temi relativi a tecniche di valutazione clinica e di investigazione sulla scrittura (nel 2006), su scena del delitto e neuropsico-patologia dell’abitare (nel 2008) e su criminalità, neuropsicopatologia e criminalità degli incendiari (nel 2009).

Nel corso della tavola rotonda si parlerà del rapporto tra metodo investigativo in criminologia e metodologia operativa del clinico nella pratica quotidiana, della natura del procedimento diagnostico, una volta stabilito dove finisce la “normalità” e dove comincia la malattia, delle possibilità metodologiche essenziali e profonde di rilevare nella persona malata i segni e i sintomi specifici che porteranno al riconoscimento della diagnosi e si cercherà di rispondere a diversi quesiti: la malattia è un’entità a se stante ovvero è un puro nome dietro al quale si nasconde l’unica cosa vera, cioè la persona malata su cui occorre? Il clinico usa per necessità logiche ed epistemologiche il metodo ipotetico-deduttivo, mutuando dalle scienze investigative usate dalle scienze criminologiche? Sono comparabili le tecniche investigative del clinico con quelle adottate dal detective? E infine, come funziona il cervello nell’elaborare i processi cognitivi, deduttivi e decisionali nel processo investigativo?

L’incontro del 2010 vedrà gli interventi del Prof. Emilio Ramelli, già direttore della Clinica Psichiatrica, del Prof. Enrico Granieri, del Dott. Patrik Fazio e della Dott.ssa Paola Milani della Clinica Neurologica, del Tenente Colonnello Dott. Giampietro Laghi e del Capitano Giovanni Orienti dei RIS di Parma, del Prof. Marino Gatti, del Prof. Claudio Rapezzi, dell’Università di Bologna, del Dott. Paolo Fabi, chirurgo dell’Università di Ferrara, del Prof. Giovanni Zuliani, direttore di Medicina Interna dell’Università di Ferrara, e dell’Avv. Antonio Salvatore, consigliere delle Camere Penali di Ferrara. “Ricerche nel mondo della Filosofia della Scienza e delle Neuroscienze, ma anche degli Studi di Metodologia delle Scienze Sociali, - spiega il Prof. Granieri - dimostrano l’efficacia clinica del metodo unificato d’indagine scientifica e medica che deve accompagnare il percorso diagnostico del clinico in ogni branca delle diverse discipline, mutuando anche dalle scienze storiografiche, ermeneutiche e investigative nel campo della criminologia e dell’antropologia criminale.
La stessa neurologia quotidianamente, nell’esplorare le disfunzioni biologiche, elettrofisiologiche e cognitive del cervello e della mente, adotta necessariamente i criteri dell’epistemologia, ovvero della filosofia della scienza, che studia criticamente la struttura conoscitiva delle scienze biologiche e umanistiche, adottando il metodo investigativo tra conoscenza, intuizione, immaginazione, correzioni, confronti, congetture e, naturalmente, logica.
Oggi appare fondamentale individuare e definire criteri diagnostico-investigativi che sono alla base della Medicina Basata sull’Evidenza (Evidence-Based Medicine)”.

Moderatori del seminario saranno il Prof. Francesco Avato, direttore dell’Istituto di Medicina Legale e il prof. Luigi Grassi, direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università di Ferrara.

La tavola rotonda, indirizzata a medici, giuristi, investigatori, è aperta agli studenti di Medicina e di Giurisprudenza, e al pubblico interessato, ed è a ingresso libero.
Verrà rilasciato attestato di partecipazione.

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