19 luglio 2010 - Ferrara, Cronaca, Politica

Poc: "Tagliani imbavaglia le opposizioni"

Duro intervento di Tavolazzi (Ppf-M5S) dopo l'approvazione del piano: "Piatto servito ai costruttori"

Duro intervento del consigliere Valentino Tavolazzi (Progetto per Ferrara-Movimento 5 Stelle) dopo l'approvazione di oggi, in consiglio comunale, degli obiettivi del Poc (Piano Operativo Comunale), votato all'unanimità dopo l'abbandono dell'aula da parte dei gruppi di opposizione contrariati dalla presentazione da parte della Giunta di un emendamento "mai esaminato in commissione".

"Tagliani - dichiara Tavolazzi - imbavaglia le opposizioni e Colaiacovo (presidente del consiglio comunale, ndr) si accoda". "L’ultima conferenza dei capigruppo di mercoledì 14 - spiega il consigliere di opposizione - aveva stabilito che nel consiglio odierno la giunta avrebbe illustrato il Piano Operativo Comunale, che sarebbe iniziata la discussione, da proseguire venerdì prossimo, prima di procedere alle dichiarazioni di voto. Inaspettatamente il presidente Colaiacovo ha aperto la seduta odierna, dopo aver distribuito il maxi emendamento della giunta, mai esaminato in commissione, escludendo la possibilità per i gruppi consiliari di intervenire anche venerdì. Alle proteste di alcuni consiglieri di opposizione è seguita la sospensione della seduta e la conferenza dei capigruppo. Anche in quella sede il sindaco Tagliani ha ribadito che se oggi non ci fossero stati interventi dei gruppi si sarebbe votato, negando di fatto la prosecuzione del dibattito a venerdì. Colaiacovo non ha fiatato. A quel punto l’opposizione ha deciso di uscire dall’aula, per non essere coinvolta nella sceneggiata di un voto fasullo, su di un pacchetto preconfezionato dalla giunta e completato solo oggi".

Per Tavolazzi l'episodio si configurerebbe come un grave atto di forza da parte del sindaco, del Pd, dell’Idv e dei partiti alleati, "che ogni giorno accusano Berlusconi ed il governo di centro destra di bloccare la democrazia a colpi di fiducia, ma che in questa occasione dimostrano di aver ben appreso la lezione, superando il naturale avversario politico (ora maestro), nella negazione dei diritti dell’opposizione e nel vulnus inferto alla democrazia". "Oggi - prosegue - le regole democratiche sono state scardinate su un tema di vitale importanza per la città. Tagliani, il Pd, l’Idv e gli alleati pensano che, raggiunto l’accordo con gli imprenditori, il processo democratico sia compiuto ed esaurito. Essi dimenticano che il consiglio comunale è sovrano in materia di pianificazione territoriale e che impedire il confronto di merito sul Poc, equivale a tagliare le gambe alla democrazia, impedendo agli eletti di contribuire alle politiche di sviluppo della città. Progetto per Ferrara aveva pronti una risoluzione ed alcuni emendamenti, che non ha potuto presentare, poiché solo oggi ha letto l’emendamento della giunta. Abbiamo pertanto dovuto sacrificare il nostro apporto di merito, uscendo dall’aula, per condividere con gli altri gruppi di opposizione un gesto simbolico di protesta, in difesa del ruolo democratico dell’istituzione consiglio comunale".

Tavolazzi entra poi nel merito della modifica apportata oggi, accusando Tagliani di aver "concesso ulteriori diritti edificatori agli imprenditori, sacrificando l’interesse collettivo". "Si tratta - dice Tavolazzi - di due successive concessioni alle imprese, rispetto alla proposta base, di cui l’ultima sconosciuta ai consiglieri prima d’oggi. E’ un cedimento dell’amministrazione comunale su tutti fronti, che non ci meraviglia, avendolo già constatato nelle sciagurate vicende delle reti gas svendute ad Hera, del piano particolareggiato regalato a Basell, dell’acquisizione dell’area inquinata ex Camilli, della chiusura del laboratorio di Ponte, della mancata esclusione del Piano casa ai siti inquinati, delle villette e della clinica privata nell’area del Sant’Anna. Questo Poc, con i suoi duemila nuovi alloggi, autorizza l’ennesima colata di cemento, senza chiedere alcunché, né dare alcun indirizzo cogente, nella direzione della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Tale dimensionamento appare esagerato anche in relazione ai 1151 alloggi già convenzionati e non attuati e agli 800/900 nuovi alloggi derivanti da interventi diretti, regolati dal Rue. E’ una scelta incoerente, sia rispetto alle analisi del fabbisogno contenute nel quadro conoscitivo, peraltro parziale ed insufficiente, sia in relazione al numero di alloggi nuovi invenduti, dato non stimato nel quadro conoscitivo, ma valutabile in almeno 3 mila unità. Esiste inoltre in città un patrimonio edilizio residenziale non utilizzato, che lo stesso Comune stima in 9 mila unità". "Insomma - conclude Tavolazzi - anche se il Poc bloccasse nuove costruzioni, arriverebbero comunque sul mercato duemila nuovi alloggi già convenzionati e per iniziativa diretta, in presenza di una disponibilità attuale inutilizzata pari a circa 12 mila abitazioni. Il Poc approvato oggi aggiunge ulteriori 2 mila nuovi alloggi ed il sindaco si è assunto, insieme al Pd, all’Idv e agli altri alleati, l’esclusiva paternità di tali scelte. Come è giusto, in assenza di un confronto negato, l’opposizione non ha potuto che sottrarsi, anche fisicamente, al pur minimo coinvolgimento in aula. Bavaglio all’opposizione, piatto servito ai costruttori".

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