25 giugno 2010 - Ferrara, Economia & Lavoro

Roncarati: “Meno burocrazia per la ripresa”

Entro 20 giorni il pagamento delle fatture ai fornitori della Camera di Commercio

Tempi ancora più brevi per i pagamenti ai fornitori della Camera di Commercio di Ferrara. L’Ente di Largo Castello ha deciso di contenere entro 20 giorni, a partire da lunedì 5 luglio, il tempo massimo per il pagamento delle fatture ai fornitori di beni e servizi. Con una sfida nella sfida: eliminare entro un anno l'uso della carta in tutti gli uffici camerali grazie all’utilizzo dei sistemi informatici. Questi i temi principali dell’operazione “zero burocrazia”, avviata dalla Giunta camerale nelle scorse settimane, e che ha appunto l'obiettivo di intensificare il lavoro svolto finora per semplificare e ridurre al minimo la burocrazia per imprese e cittadini. “La Camera di Commercio di Ferrara - ha sottolineato il presidente Carlo Alberto Roncarati - è intervenuta concretamente, nel corso degli ultimi anni, per orientare sempre più il proprio operato verso i bisogni degli imprenditori, in particolare semplificando procedure e adempimenti per l'avvio di imprese e con un significativo processo di informatizzazione per bandi e richieste di finanziamento, pronta ad affrontare la completa digitalizzazione dei procedimenti amministrativi nella progressiva diffusione della Posta elettronica certificata. Vogliamo ridurre al minimo le pratiche burocratiche - ha proseguito Roncarati - studiando insieme alle associazioni di categoria e alle Istituzioni i percorsi migliori a vantaggio delle imprese. I dati indicano che l'incidenza degli oneri burocratici sul Pil europeo è pari a circa il 3,5%, mentre in Italia è pari al 4,6%, corrispondenti a 61 miliardi di euro in valore assoluto. Ridurre gli oneri amministrativi del 25% - ha concluso il presidente della Camera di Commercio - potrebbe portare a un aumento del Pil europeo dell'1,5%, in conseguenza dell'aumentata produttività e dell'efficienza complessiva del sistema produttivo". I crediti vantati dalle imprese in Italia verso la Pubblica amministrazione, secondo i calcoli dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio sulla base dei dati Unioncamere, variano tra i 60 e i 70 miliardi di euro. Somme esorbitanti che costringono le aziende ad un maggior ricorso al credito bancario, sostituendosi, di fatto, all’Amministrazione pubblica per finanziare le opere e le forniture pubbliche di beni e servizi. In considerazione di ciò, nel tempo finiscono con l'essere pregiudicati anche i rapporti con le forze lavoro, con i fornitori, i professionisti e con le istituzioni finanziarie. Una carenza che innesca un circolo vizioso che alla fine è difficile da districare. In Italia, prosegue l’Ente di Largo Castello, le imprese del settore industriale spendono, in media, 13.455 euro per far fronte agli adempimenti della Pubblica amministrazione. E se i tempi per la realizzazione di un fabbricato si dilatano a 257 giorni, a fronte di 14 procedure da espletare (che causano una riduzione di fatturato di 1 miliardo e 811 milioni di euro), anche far valere i contratti si rileva una procedura complicata: con un tempo medio di attesa di 1.210 giorni, il nostro Paese si colloca alla 156° posizione nel ranking mondiale. Tra gli argomenti all’attenzione della Camera di Commercio, anche il miglioramento delle comunicazioni a distanza, valorizzando l'uso dei sistemi di videoconferenza per velocizzare gli accordi e le procedure, con conseguente risparmio di tempi e denaro pubblico, ed il sostegno alle procedure di autocertificazione.

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