27 febbraio 2020 - Ferrara, Cronaca, Economia & Lavoro

Coronavirus, l’appello di CIA Ferrara: “Evitare le speculazioni sui prodotti agricoli”

"L’aumento della richiesta non deve diventare l’occasione per un aumento ingiustificato dei prezzi al consumo"

L’emergenza sanitaria che sta attraversando il nostro paese ha provocato una maggiore richiesta di prodotti agroalimentari e la necessità di approvvigionamento frequenti, che spesso sono difficoltosi da garantire. Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara si tratta di una situazione complessa, che può portare a speculazioni e ad aumenti ingiustificati dei prezzi di prodotti, frutta e verdura in primis.

“La corsa alla 'scorta', provocata spesso da un allarmismo ingiustificato – commenta il presidente Cia Ferrara, Stefano Calderoni – sta provocando un’impennata della domanda di prodotti agroalimentari. In questa situazione, delicata sotto molti punti di vista, la nostra associazione chiede e si aspetta responsabilità e comportamenti etici lungo le filiere, in particolare a livello di commercializzazione dei prodotti, per mantenere i prezzi nella norma. Gli agricoltori di Cia Ferrara sono contro ogni forma di speculazione, soprattutto quelle sulla salute e su situazioni emergenziali come quella che sta vivendo una parte della popolazione italiana".

Se da un lato il presidente Cia sottolinea le possibili speculazioni da parte di chi compra e distribuisce i prodotti, dall’altro ci sono difficoltà oggettive, soprattutto logistiche, per chi deve garantire l’approvvigionamento, come spiega Giuseppe Ciani, presidente della Cooperativa Agricola Braccianti "Giulio Bellini" di Filo di Argenta. “In questi giorni il nostro molino sta lavorando a pieno regime, con doppi turni di confezionamento, per garantire che le nostre farine arrivino alla grande distribuzione – spiega Giuseppe Ciani-. Il problema è che inizia a mancare la materia prima, non per un gap di disponibilità, ma perché molte ditte che si occupano di trasporti si rifiutano di consegnare nelle Regioni dove ci sono focolai anche insignificanti di coronavirus o, più in generale, in Italia. E se scelgono di consegnare lo fanno aumentando le tariffe, quindi speculando sulla nostra attuale situazione sanitaria. Il problema logistico è anche in senso inverso: la grande distribuzione ci chiede forniture raddoppiate di farine, noi ci impegniamo a produrle, ma ci sono difficoltà a portarle a destinazione per la scarsità dei mezzi di trasporto. Peraltro noi abbiamo contratti definiti per i nostri prodotti, che non possono essere vendute a prezzi “gonfiati”. Attualmente - conclude Ciani - la situazione rimane sotto controllo, ma la preoccupazione è che ci siano ulteriori restrizioni, un allargarsi della zona rossa in Lombardia e Veneto dove abbiamo clienti importanti e strategici. Noi vogliamo salvaguardare produzione e occupazione e speriamo che questa emergenza rientri senza provocare danni irreparabili al settore agroalimentare”.

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