7 febbraio 2020 - Ferrara, Cultura e Spettacoli, Eventi

"Previati, tra simbolismo e futurismo": al Castello Estense una mostra per i 100 anni dalla morte

Da domenica 9 febbraio fino al 7 giugno 2020

In occasione del centenario della morte la città natale rende omaggio a Gaetano Previati con una mostra al Castello Estense organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara, in collaborazione con i Musei d’Arte Antica.

L'inaugurazione alla mostra si terrà domani, sabato 8 febbraio, alle 18. Saranno presenti per l'occasione il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, il sindaco Alan Fabbri e il neo presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Un centinaio di dipinti, disegni, cimeli e documenti inediti ripercorrono, grazie alla mostra, l’appassionante avventura che ha condotto Previati dalle visionarie interpretazioni storiche e letterarie alla pittura degli stati d’animo, attraverso illustrazioni fantasmagoriche, radiosi paesaggi, toccanti icone e suggestioni musicali.

L’esposizione intende mettere in luce il fondamentale ruolo dell’artista nel rinnovamento dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. Previati è infatti considerato un erede della tradizione romantica, un interprete delle poetiche simboliste e, per la sensibilità visionaria e sperimentale della sua pittura divisionista, un anticipatore delle ricerche d’avanguardia futuriste. 

I dipinti e i disegni che la rassegna presenta al pubblico per la metà proviene dal ricco fondo delle collezioni civiche ferraresi in dialogo con un importante nucleo di opere concesse in prestito da collezioni pubbliche e private. Completano la selezione i documenti inediti dell’Archivio Eredi Alberto Previati e di altre raccolte che contribuiscono a gettare nuova luce sul percorso dell’artista.

 

La mostra: "Previati, tra simbolismo e futurismo"

Rappresentare la luce, interpretare le suggestioni della musica, dipingere il ritmo e il dinamismo, dare forma agli stati d’animo, sollecitare le percezioni dell’osservatore sono le parole d’ordine della ricerca artistica di Previati che ne fanno un anticipatore di alcuni percorsi dell’avanguardia del Novecento. Grazie al supporto di studi inediti, questa mostra rilegge quindi la sua parabola artistica facendo emergere alcuni degli aspetti più innovativi.

Ad aprire il percorso espositivo è un bozzetto del visionario dipinto Gli ostaggi di Crema del 1879, che valse a Previati, non ancora trentenne, la prima affermazione pubblica. All’interesse per i temi storici si affiancò presto la fascinazione per i soggetti maudit, come testimoniano le Fumatrici di oppio o la Cleopatra.  

La svolta fondamentale coincide con l’adesione al divisionismo: a segnare questo passaggio è un’opera emblematica, Nel prato di Palazzo Pitti, il «primo tentativo della tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce», come afferma lo stesso pittore. La suggestione visiva prodotta dalla radiazione solare è la chiave di opere celebri come Il Re Sole o La danza delle Ore (replicata su seta). 

Altro tratto qualificante dell’arte di Previati è, come la musica, la capacità di suscitare sentimenti astratti. Nel 1908 realizza per la casa del gallerista Alberto Grubicy i pannelli decorativi per una sala musicale, documentata in mostra da una fotografia. In Castello è proposto l’accostamento di due tele riconoscibili nella foto, il pannello Armonia o Sinfonia, generosamente concesso in prestito dal Vittoriale degli Italiani, e una versione di piccolo formato del Notturno. Grandi disegni, dipinti e materiali inediti documentano anche il progetto di trasferire in pittura le impressioni teatrali, intorno alla vicenda ferrarese di Ugo e Parisina, mettendo in luce un interesse sinora sottovalutato.

Un’altra celebre storia d’amore, quella di Paolo e Francesca, sollecita a più riprese la fantasia di Previati, culminando nel capolavoro del 1909, una vera e propria pittura di “stati d’animo” che si espandono dinamicamente oltre i confini della tela: per questa ragione il dipinto è considerato una delle matrici del celebre trittico degli Stati d’animo di Umberto Boccioni.

L’approccio innovativo dell’artista ferrarese investe anche i generi pittorici tradizionali, come testimonia la sezione dei dipinti a tema religioso. Quanto al paesaggio, Previati procede a spogliare la scena di dettagli per lasciare spazio alla gioiosa espressività del colore e della luce. Nel monumentale Colline liguri una distesa di prati cosparsi di gerani è, insieme alla volta celeste, l’assoluta protagonista di una visione che trasmette una sensazione di pienezza e immensità. 

Valorizzando poi le nuove possibilità offerte dall’industria editoriale, con le illustrazioni per i Racconti di Edgar Allan Poe e con quelle per I promessi sposi manzoniani, sperimenta un nuovo codice di illustrazione che mette in scena le atmosfere psicologiche e gli stati d’animo dei protagonisti del testo letterario.

Con il ciclo delle Vie del commercio (1914-16) per la Camera di Commercio di Milano il cerchio si chiude: le tematiche della modernità al centro della poetica di Marinetti e Boccioni offrono nuove possibilità alla pittura dell’anziano maestro. Uno dei grandi pannelli decorativi del ciclo, La ferrovia del Pacifico, è eccezionalmente esposto in mostra, corredato di disegni. Si tratta di una delle prove più affascinanti della tarda maturità, con cui Previati dà prova di sapersi muovere oltre il recinto dei temi tradizionali per cimentarsi con l’immaginario tecnologico e “globale”.

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