5 dicembre 2019 - Ferrara, Politica

Scende in piazza il Comitato dei ferraresi uniti per liberare il centro storico da auto e furgoni

Un'azione pubblica di volantinaggio per fermare la sosta selvaggia

Il comitato Ferraresi Uniti per liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni scende in piazza, per la sua prima azione pubblica, sabato 14 dicembre per svolgere un'azione di volantinaggio con lo scopo di contrastare l’invasione del cuore del centro storico di Ferrara da parte di auto e furgoni.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare all’evento.

Obiettivo dell'iniziativa è quello di "opporre una pacifica, ma ferma resistenza al fenomeno esploso lo scorso luglio, dopo il cambio di amministrazione, e che vede un numero crescente di auto e furgoni attraversare a grande velocità Corso Martiri della Libertà per poi praticare una sosta sempre più selvaggia in ogni spazio disponibile: di fianco al Castello Estense e al Teatro Comunale, in Piazza Savonarola, addirittura davanti al sagrato della Cattedrale e al Sacrario dei Caduti, come anche lungo tutti i lati di Piazza Trento e Trieste".

Il 25 ottobre 2019 il gruppo Facebook Ferraresi Uniti per liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni si è liberamente costituito in comitato e ha democraticamente deliberato di avviare azioni e iniziative, di cui quella in programma sabato 14 è la prima. Dalle 15.00 alle 16.30, si svolgerà un volantinaggio che prenderà il via dall’incrocio delle 4S per giungere alla Torre dell’orologio, percorrere via Cortevecchia, presidiare Piazza Municipale e il Volto del Cavallo.

 

La decisione di passare alle vie di fatto, per sensibilizzare cittadini, organi di informazione e associazioni è nata, da parte del comitato ferrarese, dopo le "superficiali e strumentali rassicurazioni da parte del Sindaco Alan Fabbri, del vice sindaco Naomo Lodi e del Comandante dei Vigili Urbani, secondo il quale sono bastati due giorni di controlli e di multe per far rientrare un processo degenerativo di inciviltà urbana".

Il comitato Ferraresi Uniti per liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni, con le sue azioni e attraverso una sensibilizzazione verso il problema, vuole "difendere il cuore del Centro Storico di Ferrara, Città Patrimonio dell’Umanità UNESCO e Città delle biciclette, la cui bellezza e vivibilità e il cui silenzio sono internazionalmente riconosciuti". E riconosce nel cambio di amministrazione un incremento smisurato del transito di auto e furgoni all'interno del centro storico: "Dopo 40 anni di progressiva liberazione dell’area centrale del centro storico dalle auto e dai furgoni, con l’insediamento della nuova giunta comunale stiamo tutti assistendo ad un progressivo imbarbarimento dei costumi da parte di pochi cittadini che si arrogano il diritto di transitare parcheggiando liberamente la loro auto per darsi allo shopping o per prendere comodamente un caffè. Una situazione sempre più intollerabile per una città che ha fatto della sua bellezza e della gentilezza fattori fondamentali per la vivibilità quotidiana di tutti i cittadini e per l’attrattività di un numero crescente di turisti italiani e stranieri, che certo non rimarranno insensibili di fronte a questa deriva".

Il comitato Ferraresi Uniti per liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni sottolinea come più auto nel centro storico significhi, sul tempo medio lungo, più smog, più tumori, più danni ai monumenti causati dai gas di scarico, specialmente quelli emessi dai camion e furgoni dei corrieri espresso. Più auto e furgoni significano anche più rumore per le vie del centro (via del Turco è ormai un parcheggio 24h). Tutto ciò significa meno bellezza, meno silenzio, meno sicurezza per pedoni e ciclisti, per i tanti ragazzi che ogni mattina transitano da Corso Martiri della Libertà per raggiungere i plessi scolastici dell’area rinascimentale.

Il gruppo di cittadini ferraresi rivolge anche il pensiero verso le bellezze architettoniche che popolano il centor di Ferrara: "fra qualche anno le superfici murarie del Castello, del Teatro, di Palazzo Municipale, del Palazzo Arcivescovile e i marmi della Cattedrale saranno ricoperti da una coltre di polveri nere, come accadeva in tutte le città italiane fino agli anni ’70".

Dal comitato arrivano poi varie domande chiamando in causa i protagonisti e la politica della nuova Giunta: "Chi pagherà fra qualche anno per i costosi interventi di pulitura che si renderanno necessari? Cosa hanno da dire su questo problema importanti associazioni come Italia Nostra, Sezione di Ferrara o Ferrariae Decus? I cittadini che si sono mobilitati a difesa del Centro Storico devono considerare questo silenzio come un avvallo discreto e possibilista alla politica di deregolamentazione perseguita dal Sindaco Alan Fabbri e dalla sua Giunta? Cosa hanno da dire in difesa dei monumenti ferraresi l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli e il nuovo Presidente di Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi? Va tutto bene così? Dobbiamo iniziare a considerare i furgoni in centro storico come elementi di arredo temporaneo?". E continuano chiedendo, "Siamo sicuri che tutti i commercianti del centro storico siano d’accordo con questa deriva di abuso incivile delle strade e delle piazze del cuore di Ferrara? O non si tratta forse di un favore che l’attuale amministrazione sta facendo ad una ben precisa e schierata parte di commercianti, che ancora ritiene utile alle proprie aziende la libera circolazione e sosta nel centro cittadino?"

I cittadini che si sono uniti nel comitato Ferraresi Uniti per liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni auspicano che FIAB e UISP, ma anche tutti coloro che, singolarmente o in forma associativa, si battono per una mobilità sostenibile, scendano in campo unendo le forze per fermare l’attuale situazione e pretendere un vero e concreto impegno da parte dell’amministrazione per una mobilità dolce e sostenibile. Primo fra tutti il contrasto del paradossale e inutile progetto sperimentale denominato “Mezzora Tua” (SIC!).

Ferraresi Uniti, oltre a voler liberare il centro storico della città estense da attraversamenti dannosi e soste selvagge, vogliono inoltre "premere su tutto il mondo politico e amministrativo per la realizzazione di un vero piano per una mobilità urbana sostenibile e dolce (aree urbane a 30km/h), che valorizzi la pedonalità, la ciclabilità, che sia in grado di regolare tutto il settore del “delivery” (furgoni e camion di corrieri nazionali ed internazionali) e che rilanci e migliori il trasporto pubblico locale, a partire dall’ancora inadeguato parco mezzi per arrivare ad una riorganizzazione delle linee e delle frequenze".

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