28 novembre 2019 - Ferrara, Cronaca

Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: inammissibile l’impugnazione proposta dal Comune al Tribunale

Il giudice al Comune di Ferrara: si deve aspettare la Corte Costituzionale

La vicenda legata all'iscrizione dei richiedenti asilo nelle liste anagrafiche ha avuto inizio nell’ottobre scorso, quando il Tribunale di Ferrara era stato chiamato a giudicare il “decreto Salvini” nella parte in cui, secondo l’interpretazione che ne ha dato il Ministero in due circolari, vieterebbe l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Il giudizio era stato sollecitato da un cittadino del Tagikistan, assistito dall’avvocato Andrea Bassi del foro di Ferrara, presente in Italia da oltre due anni dopo esser fuggito dalle incursioni dei Talebani nel suo Paese. Nel giudizio era intervenuta anche l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, con gli Avv.ti Guariso e Neri, che insieme ad altri tribunali d’Italia, aveva sostenuto le ragioni dei richiedenti asilo.

Il Giudice ritenendo che il divieto di iscrizione sia contrario a diverse disposizioni della nostra Costituzione e di trattati internazionali aveva rimesso la questione alla Corte costituzionale. Intanto aveva però ordinato, in attesa del giudizio della Corte, l’iscrizione del ragazzo alle liste anagrafiche, al fine di evitare i danni che, in attesa del giudizio, potrebbe subire da una norma a rischio di incostituzionalità.
Il comune di Ferrara ha impugnato la decisione, ma il Tribunale ha risposto ricordando che nessuna ulteriore decisione può essere presa, visto che ormai il giudizio è stato sospeso in attesa del pronunciamento della Corte.
L'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione sul fatto ha commentato che "Suscita quantomeno perplessità la scelta dell’amministrazione comunale che, anziché attendere il giudizio della Corte, ha ritenuto di prolungare ulteriormente – e senza successo – il contenzioso legale senza alcun effettivo interesse per la collettività". Infatti l’udienza davanti la corte costituzionale è già fissata per il prossimo marzo e dunque nessun pregiudizio può derivare alla collettività locale dalla iscrizione dell’interessato nel periodo di attesa.

Il giovane cittadino del Tagikistan e le associazioni che l’hanno sostenuto attendono, al contrario, il giudizio della Corte Costituzionale davanti alla quale sosterranno "il principio dell’uguaglianza di trattamento di tutti gli stranieri che hanno diritto al soggiorno, per qualsiasi titolo, convinti che ciò risponda all’obiettivo di una vera coesione sociale e quindi agli interessi della collettività".

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.