6 novembre 2019 - Ferrara, Cronaca

Le dichiarazioni di Fridays For Future Ferrara sulla Plastic-Tax

"Le considerazioni del Sindaco? Scorrette e non al passo coi tempi"

Dopo le dichiarazioni di ieri del Sindaco Alan Fabbri in merito alla "plastic-tax", i giovani ferraresi di Fridays For Future hanno voluto commentare la manovra del Governo.
La plastic tax che entrerà in vigore nel 2020 prevede un’imposta da un euro al chilo per varie tipologie di prodotti realizzati in plastica, essa riguarda bottiglie, buste, vaschette, monouso, ma anche tetrapak, polistirolo, tappi ed etichette che hanno un impiego monouso o comunque di breve durata. restano invece esenti dall’imposta quegli oggetti che hanno un uso duraturo, come taniche e contenitori, o quelli legati alla salute, come le siringhe. 
L’italia conta oltre 2000 aziende nel settore della produzione di materiali plastici, ed anche a Ferrara la produzione plastica del polo chimico è attività di rilievo per il PIL locale. I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno avanzato critiche nei confronti della manovra sostenendo che “La plastic tax non incentiva gli investimenti per la riconversione industriale o la spinta al riciclo/riuso e all’economia circolare, ma ha la sola finalità di reperire risorse per fare cassa, mettendo in seria difficoltà imprese e lavoratori di questo settore manifatturiero molto importante per il nostro paese”. Le stesse critiche sono riportate dal Sindaco Alan Fabbri, che teme ripercussioni sui posti di lavoro e sulle tasche dei cittadini. 
"Come Fridays For Future Ferrara - hanno commentato - riteniamo queste considerazioni scorrette e non al passo coi tempi. Rivendichiamo piuttosto la necessità di incentivare più virtuose attività produttive basate sullo sviluppo sostenibile, l’unico modo per farlo è disincentivare quei modelli produttivi ad alto impatto per favorire la transizione verso modelli economici circolari. Stime recenti riportate dal report 2018 del WWF dimostra come negli oceani del mondo siano stati riversati in poco più di 30 anni oltre 150 milioni di tonnellate di plastica, senza un efficace inversione di rotta, entro il 2025 gli oceani conterranno 1 tonnellata di plastica ogni 3 tonnellate di pesce ed entro il 2050 conterranno più plastica che pesce. E’ evidente come la plastica non sia compatibile con la vita sul nostro pianeta e questo problema va riconosciuto ed affrontato in maniera celere dalla politica, che deve necessariamente assumere decisioni forti per favorire una nuova rivoluzione industriale di stampo ecologico". 
In merito alla "plastic-tax" commentano: "La misura non rappresenta certo un arrivo, è piuttosto un punto di partenza per attuare una conversione dei vecchi modelli produttivi desueti e che mettono a repentaglio il futuro delle prossime generazioni. Il tempo in cui l’interesse economico e quello occupazionale prevalevano sull’interesse alla salute e all’ambiente deve cessare, perchè i danni di una politica più vicina alle richieste delle imprese che a quelle dei cittadini sono sotto gli occhi di tutti. Per troppo tempo le amministrazioni hanno considerato solo i facili profitti e il riflesso di essi sul PIL locale e raramente hanno tenuto conto dei costi sanitari delle imprese che inquinano e ammalano i cittadini e i lavoratori, avvallando progetti ad altissimo impatto ambientale anche in territori già fortemente inquinati come Ferrara. La nostra città è record d’inquinamento, dalle acque, al suolo, all’atmosfera nulla si salva e quello che si richiede è di disincentivare i grossi inquinatori del territorio, favorendo una conversione delle produzioni inquinanti in altre meno impattanti. A questo proposito la misura che introduce la plastic tax prevede anche un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute per tutto il 2020, fino a un tetto massimo di 20mila euro, per chi deciderà di produrre materiali biodegradabili e compostabili". 
Fridays For Future Ferrara conclude affermando che "la plastica in pochi decenni ha soffocato letteralmente il pianeta, se vorremo garantirci un futuro dovremo puntare sull’azzeramento della produzione della plastica, sulla conversione di tutti i sistemi produttivi ora esistenti e sull’utilizzo di materiali alternativi e biodegradabili. Se ci sarà un futuro sarà plastic free".

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