8 ottobre 2019 - Ferrara, Cronaca

Approvato fondo FAMI, ma "solo per chi ne ha realmente diritto"

Ass. Coletti: "Progetto approvato perché si rivolge a chi ha ottenuto la protezione internazionale"

 

Approvato lo stanziamento per il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) "solo per chi ne ha realmente diritto"

"Sì ai progetti per il sostegno all'autonomia degli immigrati, ma solo se dedicati a chi ha già ottenuto la protezione internazionale dalla Commissione territoriale che valuta le domande dei richiedenti asilo".

Questo, dalle parole dell'assessore comunale alle politiche sociali, Cristina Coletti il concetto su cui si basa l'orientamento della giunta che prevede l'adesione dell'Amministrazione comunale in qualità di partner senza budget al progetto "ÀNCORA 2.0 - Consolidamento e modellizzazione di interventi di comunità per l'autonomia dei titolari di protezione internazionale", finanziato con il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).

Le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano complessivamente a 20.000.000 di euro e sono destinate alla realizzazione da parte di soggetti pubblici e del Terzo Settore di azioni volte a promuovere l'autonomia dei titolari di protezione internazionale usciti da non oltre 18 mesi dai circuito dell'accoglienza. La proposta di partecipare alla presentazione di progetti è arrivata dalla Coop Cidas di Ferrara, in qualità di partner di una cordata progettuale guidata da CIAC - Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale di Parma e provincia e comprendente soggetti del Terzo Settore operanti in otto Regioni. La partecipazione non contempla impegni economici da parte dell'Amministrazione comunale, il cui ruolo di partner senza budget prevede invece di facilitare la promozione di una rete territoriale di supporto.

"Il nostro interesse alla partecipazione al bando e all'utilizzo dei fondi Fami è strettamente vincolato alla tipologie di soggetti individuati dai percorsi di sostegno - spiega l'assessore Coletti -. Non si tratta di destinare risorse ai percorsi di integrazione dei richiedenti asilo, che nella maggior parte dei casi non ottengono poi il permesso di rimanere nel nostro Paese, ma di sostenere, senza investimenti, forme di supporto a chi ha già ottenuto dalla Commissione il via libera a rimanere in Italia attraverso la protezione internazionale, anche nelle forme delimitate dal decreto legge 113/2018 in tema di immigrazione e sicurezza pubblica".

Per l'assessore "paradossalmente sono proprio questi i soggetti meno seguiti in termini integrazione, in quanto una volta usciti dal circuito assistenza che li aveva accolti in modo indiscriminato nel momento in cui erano richiedenti asilo, vengono abbandonati a sé stessi proprio quando ottengono il diritto a rimanere sul territorio nazionale", spiega Coletti.

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