29 agosto 2019 - Ferrara, Cronaca

Cimice asiatica, “Necessario accelerare le misure di contrasto promesse dalla Regione”

L’intervento di Coldiretti

“Coldiretti Ferrara auspica che gli interventi annunciati dalla Regione per sostenere il settore frutticolo gravemente colpito dalla cimice asiatica siano celeri di fronte ad una situazione insostenibile per centinaia di aziende agricole e per l’intero comparto regionale della frutticoltura”.

Esordisce così l’Associazione in una nota stampa, nella quale spiega: “Uno stanziamento ad hoc per attivare mutui e prestiti agevolati, delimitazione delle aree interessate per far scattare sgravi contributivi e fiscali, richiesta al sistema bancario per una moratoria sulle rate in essere di prestiti bancari, pressione sui ministeri interessati per accelerare il lancio del parassitoide in campo, misure di salvaguardia in deroga per le OP di settore alle prese con meno prodotto da commercializzare, conferma delle misure già attivate per la difesa fisica (reti).

 

Sono le prime misure annunciate dalla Regione Emilia-Romagna all’incontro del 28 agosto con le associazioni agricole e le OP ortofrutticole, fortemente richiesto da Coldiretti, dove è stato fatto il punto sull’emergenza causata dalle infestazioni di cimice asiatica.

 

Un problema di difficile soluzione, che richiede uno sforzo condiviso a tutti i livelli, dato che non esistono ad oggi soluzioni immediate, e che nel corso del 2019 ha toccato diverse colture, dal melo al pesco, al ciliegio, albicocco, kiwi e susino, sino al pero, con danni fino al 100% della produzione.

 

L’Assessore Caselli ha aggiunto la richiesta al governo nazionale di un fondo destinato alle regioni colpite dalla cimice (ad ora è interessato il nord Italia) per far fronte in via straordinaria ai problemi di quest’annata, in cui inserire misure sia per le aziende agricole, che per le filiere commerciali, che per i lavoratori e l’indotto, attivando sia a livello nazionale che europeo, piani di ricerca per contrastare il diffondersi del parassita”.

 

 

 

Per Coldiretti si tratta di “misure indispensabili per tentare di salvare le tante imprese frutticole colpite, specie nella nostra provincia, ma preoccupano i tempi e le procedure burocratiche, che devono essere limate il più possibile di fronte a questa emergenza se davvero si vuole evitare la chiusura delle imprese e la crisi di un settore portante per la nostra economia”.

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