26 ottobre 2017 - Ferrara, Cronaca

Traffico illecito di rifiuti industriali pericolosi, 5 indagati

Sequestri e perquisizioni in provincia di Ferrara e Macerata

Dalle prime ore di ieri si è svolta una complessa operazione finalizzata a stroncare un traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi tra le province di Ferrara e Macerata. Gli oltre 40 Carabinieri Forestali impegnati, coordinati dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Modena, coadiuvati dai colleghi della Stazione

Carabinieri Forestale di Argenta (FE), dai Gruppi Carabinieri Forestale di Macerata e Lodi e del Comando Regione Emilia Romagna, hanno eseguito i sequestri e le perquisizioni disposti dal G.I.P. del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna -

Direzione Distrettuale Antimafia, tra cui il sequestro di uno stabilimento industriale dedito alla produzione e recupero di solventi industriali. Le indagini, molto delicate data la complessità degli argomenti trattati, son durate circa un

anno ed il coordinamento delle stesse è stato curato dal

Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna Dott. Stefano ORSI. Le investigazioni e le attività di polizia giudiziaria poste in essere dai Carabinieri Forestali hanno permesso di accertare il traffico illecito di svariate migliaia di tonnellate di rifiuti industriali pericolosi da parte di una società di Argenta (FE) che,seppur regolarmente autorizzata al recupero di rifiuti, in realtà li immetteva in commercio quali prodotti senza idonei trattamenti preliminari.

La società ferrarese, di proprietà di una nota società per azioni di Matelica (MC) dedita alla produzione di prodotti chimici, forniva a quest'ultima rifiuti non trattati che venivano poi utilizzati direttamente nella produzione di diluenti ed affini. Vari i reati al momento ipotizzati: dall’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi, alla frode in commercio, alle responsabilità da reato degli Enti coinvolti. Cinque le persone fisiche indagate. Sottoposte ad indagine anche tre società, di cui una per

azioni, ai sensi della legge 231/2001. Notevole la mole dei documenti sequestrati durante le perquisizioni.

 

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